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Il Vaticano ai tempi di Sindona e Calvi |
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A V V E N I N T I I T A L I A N I |
Roberto
Calvi La
curia Vaticana prese confidenza con i molti terreni
paradisi fiscali al tempo in cui la banca papale era in affari con i due
massoni Sindona prima e Calvi poi, entrambi
bancarottieri come la storia ci dirà. A uno dei due, Marcinkus,
capo dello Ior scriveva lettere del tipo: “ ci
riferiamo al dossier titoli concernente la società Suprafin
SpA, e Vi preghiamo di voler procedere nella forma
più opportuna alla gestione e amministrazione del dossier in oggetto
provvedendo alle convenienti operazioni di investimento e disinvenvestimento”
la menzionata società per azioni era controllata da due società fiduciarie
domiciliate nel paradiso fiscale del Liechtenstein. Si capì allora che nei saloni della Curia
Vaticana si avvidero di come i paradisi fiscali necessitassero di cure
pastorali specifiche, essendo ricettacoli di denaro sporco a fiumi( spaccio
di droga, traffico di armi, evasioni fiscali, rapine e depositi di
corruttele). Così lo staterello
del Liechtenstein (30 mila abitanti di cui 5000
nella capitale Vaduz, con centinaia di banche e
società finanziarie) venne separato dalla diocesi svizzera di Coira e proclamata Arcidiocesi di Vaduz”
immediatamente soggetta alla Santa Sede”. C’è da essere comprensivi:
il Principe regnante del Liechtnstein, titolare di
una immensa ricchezza ( controlla la più importante banca del principato) è
devotissimo di Santa Romana Chiesa,
almeno quanto lo è il notaio di Vaduz, noto anche
in Vaticano per i rubinetti d’oro massiccio che impreziosiscono la sua
fantasmagorica villa; e che dire dell’Arciduca, il cui nipote è sacerdote-
studente a Roma. Presso i legionari di Cristo sull’Aurelia
e amico personale di Sua Eminenza il Segretario di Stato; o del conte, così
legato al comandante della Guardia Svizzera pontificia ucciso da un raptus
premeditato da una guardia svizzera. E’ forse vero che a Vaduz,
nei pressi di Koenigstrasse, c’era anche
l’appartamento nel quale il killer turco e i suoi complici avevano preparato
l’attentato al Santo Padre , ma questa
è forse una coincidenza di nessuna importanza. Di recente le attenzioni vaticane
si sono spostate su un altro paio di paradisi fiscali, quello delle isole Cayman( diocesi di Kingston in Giamaica, e delle Turks and Caicos, diocesi di
Nassau,alle Bahamas, sottratte alle rispettive diocesi, e proclamate “sui iuris”, e affidate a due eminenti Arcivescovi americani
di grande peso numismatico e di grandi aderenze nella Segreteria di Stato.
Evidentemente anche le isole in questione avevano gran bisogno di missionari.
In quanto riconosciuti templi della finanza “off shore”
: pochi abitanti, centinaia di banche e finanziarie anonime, capitali
sporchi, e naturalmente massima segretezza. Da: via col vento n°2 L'Opus Dei, il
marketing della fede e il Referendum Roma, 19 Maggio 2005. Il prossimo referendum sulla legge
sulla procreazione assistita potrebbero essere una buona occasione per
mandare un forte segnale al cattolicesimo italiano, ed alla sua smodata
ingerenza nella vita del paese. Grazie alla vacanza di una cultura
genuinamente laica, la caduta del comunismo ha provocato, in Italia,
l'aumento dell'influenza e della pressione delle elite cattoliche sulle
istituzioni repubblicane. Approfittando del relativismo morale tanto
condannato, il lobbysmo cattolico ha assecondato
ogni governo negli ultimi 15 anni in cambio di prebende e vantaggi. Mentre la
percentuale dei praticanti cattolici precipitava durante il papato di Wojtyla, in realtà cresceva la morsa del clero
secolarizzato sulle istituzioni italiane, quelle religiose come quelle
istituzionali ed economiche. Mentre Wojtyla si
spacciava per il pastore dei giovani semplicemente inanellando lunghissimi
giri promozionali attorno al globo, il felpato clero romano ha fatto terra
bruciata in caccia di potere e denaro. Durante l'ultimo papato, il clero
italiano ha evitato di esporsi politicamente, preferendo un'azione più
sotterranea quanto subdola. Mentre il papato gridava contro il consumismo ad
uso e consumo di un riposizionamento strategico
dell'immagine del cattolicesimo, il clero si occupava di monetizzare,
aggiornando tecniche di marketing e lobbysmo. Nel nostro paese, approfittando del
confuso quadro politico, il fenomeno ha assunto dimensioni tanto estese
quanto assolutamente da condannare. Intendiamoci, qualsiasi insieme sociale
ha il diritto di organizzarsi per tutelare i propri interessi, ma la cosa
assume dimensioni completamente diverse quando questo gruppo agisca in danno
della collettività, pretendendo al contempo di porsi come baricentro morale.
Il florilegio di santi di pessimo gusto, la commercializzazione di massa di
prodotti come Padre Pio, ormai diffuso ed onorato come i nani da giardino,
ormai capace di sostituire il corno antisfiga nel cuore di molti
automobilisti, non sono fenomeni naturalmente generati dalla devozione; ma
portano con chiarezza l'impronta della speculazione economica e dell'impiego
massiccio di tecniche di marketing. Il gadget, il film, l'album delle
figurine, immagini, statuette, articoli promozionali su ogni testata; nulla è
lasciato al caso. E' la chiesa del potere temporale, in questa epoca identificato
nella quantità di denaro della quale si ha il controllo; la chiesa mercantile
contro la quale Lutero gridò il suo sdegno, è la chiesa dei chierici, della
quale i fedeli sono ormai tornati definitivamente gregge. Anche recentemente,
l'invadenza cattolica ha procurato gravi danni al nostro paese; dal caso
della legge sulla fecondazione assistita, all'assunzione di qualche migliaio
d'insegnanti di religione, fino all'infiltrazione del sistema sanitario
nazionale e alla partecipazione a pagine oscure della finanza nazionale; una
volta l'Ambrosiano, oggi le manovre della Bpl. Una
chiesa vigliacca, una chiesa che mentre armeggia con il denaro spande parole
sagge irridendo i creduloni, costretti a comprare il pacchetto completo; agli
sfortunati capita di credere e di dover ubbidire, pagare per credere; non
molto diverso dai meccanismi usati da Wanna Marchi che, infatti, lucrava alla
grande. Nascosta dietro un prete antimafia, la curia siciliana ha in pratica
dirottato il servizio sanitario dell'isola verso l'obiezione all'aborto quasi
totale, i medici obiettori non fanno carriera senza il placet curiale; il
presidente dell'ARS siciliana Totò Cuffaro sfila
con contorno di sottane e di madonne e sorride assicurando che la mafia non
esiste, ed il don, beffardo, accanto a lui benedice Il primo ministro italiano, che si
spaccia per benedetto dal signore, esibisce zie e benemerenze da timorato di
Dio, appare sempre circondato di prevosti dalla dubbia moralità, mentre
nessuna voce si è mai levata dagli altari contro questo massimo
rappresentante dell'immoralità e della spregiudicatezza. Di fronte al calo
del seguito tra la popolazione, la curia italiana si è data agli affari, alla
caccia del potere temporale, mentre allo stesso tempo radicalizza
la propria dottrina in chiave antimoderna. La non-novità è che questo avviene
attraverso un'azione che fa della doppiezza e della dissimulazione la sua
cifra. La storia di un martire della teologia della liberazione assolve il
Vaticano dall'aver coperto i suoi assassini; un prete offeso dalla mafia vale
a nascondere tutti gli altri preti che, pavidi, tacciono di fronte all'orrore
e ne rafforzano l'influenza. E' il pattume che qualche anno fa ci propinava
il cardinale Biffi, il vero volto del cattolicesimo; è l'Opus
Dei: la mano di ferro che la chiesa porge nascosta dal guanto della
misericordia. E' la doppiezza di chi da un lato prende i soldi dalla Moratti e dall'altra lamenta lo sfascio della scuola
pubblica, di chi chiede maggiori risorse per l'istruzione e sottobanco
vilmente trama alle spalle delle teorie di Darwin preferendovi i bambini
portati dalla cicogna; la doppiezza di chi prende la parte di malati ed
anziani e poi lotta per impadronirsi dei fondi della sanità, di chi accentra
il controllo sulle carriere dei medici, tutti; la doppiezza di chi ci dice
tutti figli di Dio, ma alcuni un po' meno; che proclama la sacralità della
vita, ma sorvola sui massacri orditi dai propri fedeli; che finge di opporsi
al consumismo e poi mette in vendita un orsacchiotto di peluche con paramenti
papali a 160 € da vendere in piazza S. Pietro, of course.
I giorni della morte di Wojtyla ci hanno raccontato
dell'esistenza di una macchina perfetta per organizzare il consenso e
spettacolari adunanze di greggi commossi, abbiamo visto sfilare l'oligarchia
vaticana carica d'ori accanto ai peggiori dittatori, abbiamo visto la corsa
alla genuflessione della nostra classe politica. Abbiamo visto il più lungo
spot in formato telenovela che la storia ricordi, lo sfruttamento totale
dell'agonia di un vecchio e dei sentimenti dei fedeli. Nelle more
dell'elezione abbiamo sentito le flebili voci del cattolicesimo di frontiera
chiedere attenzione, il cattolicesimo sul campo che con il suo sudore ed il
suo sangue copre le impresentabili verità di un clero occupato a consolidare
le proprie sostanze. Flebili ed inascoltate, gente buona per esibirne la
santità, mentre esaltandone la modestia si specula sui mercati finanziari o
si estorcono oboli a chi ha solo la colpa di voler credere in Dio. Soldi del demonio, verrebbe da dire, se per conservarli occorre coprire ogni indegnità ed ogni azione della nostra classe politica. Soldi che comprano il silenzio sulle ingiustizie, soldi che trasformano la fede in cieca militanza al servizio d'oscuri interessi. Chi può, vada con la mente agli ultimi vent'anni, e provi a ricordare un alto prelato che condanna uno solo dei tanti pessimi politici italiani o un grande imprenditore; provi a cercare nella memoria una sola conseguenza pratica del grido papale contro la guerra in Iraq, provi a cercare anche il minimo sgarbo diplomatico, o una parola fuori posto, verso quei paesi nei il cattolicesimo convive e ha convissuto con feroci dittature e classi politiche correttissime Questa si chiama doppiezza, la doppiezza e la vigliaccheria di chi sa di aver perso, con la rivoluzione francese, la battaglia dialettica contro la ragione; e che quindi si sottrae al confronto aperto per operare nell'ombra del non detto; di chi non vuole rinunciare a quel potere temporale che pure riconobbe come fonte di ogni disgrazia e primo motore dell'allontamento dalla dimensione mistica e religiosa. La stessa doppiezza che ha guidato il lobbysmo cattolico a venire a patti con i peggiori elementi della Cdl per ottenere l'orrenda legge per la procreazione medica assistita, e che ora vigliaccamente spinge all'astensionismo per evitare il giudizio dei cittadini. Il tutto per sostenere una legge che è il trionfo dell'ipocrisia, alla faccia del proclamato schierarsi contro il relativismo del nuovo pastore d'origine tedesca, davvero tutto d'un pezzo; una legge che grida alla sacralità dell'embrione per attaccare, ancora una volta, i fondamenti della legge sull'aborto. Una bassezza inaudita, possibile solo grazie all'abbassamento delle difese preposte alla laicità del nostro Parlamento nel polverizzato quadro politico e alla diffusione dall'ignoranza e dell'opportunismo tra gli eletti. Dagli eredi del comunismo ai neofascisti è una sfilata continua a baciare gli anelli cardinalizi, corteggiando pacchetti di votanti in nome dell'apertura ai valori, crisi e conversioni hanno persino colpito diversi noti politici, un dato in clamorosa controtendenza con quello di una popolazione sempre meno praticante. Quali siano i valori che interessano è chiaro, non è un caso, come leggevo in un commento, che tra l'incredibile massa di reliquie del Cristo conservati in templi e monasteri, l'unica a mancare sia unicamente il bastone con il quale questi cacciò i mercanti dal tempio. Per queste ragioni l'appuntamento referendario diventa l'occasione per l'Italia laica di assestare un salutare quanto sonoro schiaffone alle sottane invadenti, un'occasione per i cittadini laici di ricordare ai fratelli cattolici che devono tenere le manine dei loro pastori, tedeschi o meno, lontane dalle tentazioni dell'economia e della bassa politica. Il prossimo referendum può essere l'occasione per mandare un segnale forte contro l'incesto tra politica e religione nel nostro paese; un incesto che produce mostri ed oscurantismo, cavalcando l'ignoranza in nome della fede, al fine di imporre anche ai laici ogni genere di libello di medioevale memoria. Diamo questo schiaffo, senza illuderci che ci porgano l'altra guancia; a volte uno schiaffo al momento giusto conta più di mille discorsi. Reporter associati |
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