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Avvenimenti
Italiani
Ezio Tarantelli Leggi raccolta di articoli sulle Brigate Rosse |
Ezio Tarantelli Ezio
Tarantelli, nato a Roma nel 1941, è stato un
allievo e poi collega di Franco Modigliani al MIT (Massachussets Institute of Tecnology). Ritornato in Italia è stato direttore
dell’istituto di economia presso la facoltà di
Scienze Politiche di Firenze, professore di Economia del lavoro
all'Università " L’hanno ucciso con venti proiettili, sparandogli in
faccia. Pallottole siglate :Brigate Rosse. L’hanno ammazzato mentre andava a scrivere il manifesto politico
ed economico che chiedeva di votare no nel referendum sulla scala mobile. E sul tergicristallo della macchina
in cui l’hanno lasciato cadavere hanno posto la loro firma: 70 pagine dove si
spiega che il salario di difende col fucile. Ezio Tarantelli
è stato bersaglio facile per gli assassini, un comodo omicidio compiuto in
pieno sole e a volto scoperto. Una sola raffica ,
un’agevole fuga, un tranquillo delitto. Il terrorismo è rinato (se era mai morto) ieri in un
vicolo che dovrebbe essere privato, su un fianco dell’edificio che ospita la
facoltà di Economia e Commercio dell’università di
Roma. Una sbarra ed un gabbiotto per impedire l’ingresso alle macchine che
non sono dei professori, cento metri di stretto selciato, di qua il palazzo,
di là un muro sovrastato da una cancellata.. Poi uno
spiazzo che è un parcheggio. Sono in due, sui 30 anni. Uno è
vestito elegantemente di grigio, una grossa borsa di pelle scura L’altro
indossa un maglione a collo alto. Discutono, aspettano. Un piano più in alto,qualche decina
di metri di distanza, il professor Tarantelli sta finendo la sua lezione di economia
politica. Cancella dalla lavagna dell’aula n°3 le ultime cose che ha scritto,
saluta gli studenti, sale poi scende una rampa di scale. Gira un angolo, va
verso la sua macchina, una Citroen Gsa, rossa,targata Milano
12717p, non è un’utilitaria ma poco ci manca. Tarantelli
la raggiunge ed apre la portiera di sinistra. I due smettono di parlottare,
si avvicinano veloci, spostano un altro docente che per caso sta sulla loro
linea di tiro. Lo chiamano: <professore scusi…> Tarantelli
è seduto, ha tirato giù il finestrino, sta per mettere le chiavi nel
cruscotto, lo chiamano di nuovo, per farlo girare, per colpirlo in pieno
volto. Tarantelli guarda alla sua sinistra, vede la
canna di un piccolo mitra,poi non vede più nulla. Uno dei terroristi –assassini ,
quello vestito di grigio, esplode l’intero caricatore della mitraglietta “Scorpion”. Un solo colpo centra la portiera dell’auto
frantumando il finestrino abbassato. Tutti gli altri colpi vanno a segno, a
spezzare una vita. L’altro assassino porta a termine il rituale di morte,
infila tra il parabrezza e il tergicristallo il
documento firmato Brigate Rosse con la stella a cinque punte. C’è scritto di operai, di scala mobile di lotte sociali, è datato
marzo 1985. Cosi parlano le BR, con la stessa voce che sembrava spenta. I due fuggono a piedi, di corsa fino ad una cancellata che
è di spalle della facoltà. La scavalcano, un salto di un paio di metri, al di
là una strada di terra battuta, via dei canneti. Costeggia una vecchia
installazione militare,
una volta c’erano i laboratori NBC, laboratori chimici per la difesa dalla
guerra batteriologica. Da via dei canneti in pochi secondi si può raggiungere via
Ercole Pasquali, un luogo tranquillo dove una
macchina può attendere e quindi sparire nel traffico di viale Ippocrate, oppure si può scendere per viale delle
Province. Forse la preparazione di questo attentato
era cominciata molto tempo fa, il nome del professor Tarantelli
faceva parte di un elenco trovato a suo tempo in un appartamento di via
Fermentano. Più probabilmente le BR lavoravano a questo omicidio
da qualche settimana, da quando una qualche Direzione strategica ha deciso di
inserire la morte tra i temi di campagna elettorale e/o referendaria. Un anno fa le BR produssero la “ risoluzione numero19”: vi
si attaccava il <decreto
truffa>, il < furto> ai danni del salariato operaio, da Cisl e Uil e l’arrendevolezza
della Cgil con il padronato e la confindustria .Un anno fa Tarantelli
era< sotto inchiesta> delle BR, oggi Tarantelli
è morto e sul suo cadavere le BR hanno lasciato scritto: < attaccare e
sconfiggere la coalizione Craxi-
Carniti- Confindustria,
l’asse dominante del progetto reazionario di patto sociale
neocorporativo>, E’ il funereo annuncio che campeggia sulla prima pagina
dell’ultima < risoluzione>, quella lasciata accanto al corpo martoriato
del Prof.Tarantelli. In quella macchina Tarantelli
sta agonizzando, la testa appoggiata sul braccio destro. I suoi occhi
guardano senza vedere un sui collega professore che
ha il coraggio di tastargli il polso, un impiegato che non ha il cuore di
prestargli soccorso. Accorrono due guardie giurate, impotenti, forse dopo 15
minuti arriva la polizia, l’ambulanza, Tarantelli è
ancora vivo, ma giunge al Policlinico cadavere. Gli hanno sparato poco dopo le 11.30, a mezzogiorno di lui
resta il sangue che impregna l’impermeabile ripiegato sul sedile di destra,
le sue carte da lavoro, una copia dell”Avanti” sul
lunotto e un invito per un convegno economico ai Carabi cui Tarantelli non risponderà. Alla facoltà c’è una strana atmosfera,quasi
un eccesso di normalità già pochi minuti dopo l’omicidio. Forse qualcuno non
ha capito, forse non vuole capire, ma ne
comportamenti della gente c’è angoscia. Compassione, certo per la vittima. Condanna , certo per gli assassini, eppure le voci sono troppo
calme, le ricostruzione troppo tecniche. I terroristi hanno
riaperto il libro dell’inferno, ci si guarda dentro con riluttanza.
Compaiono solerti e pronti i volantini e i manifesti dei giovani comunisti,
sono i primi a reagire ma purtroppo quelle parole di
esecrazione stampata hanno il sapore di un sinistro automatismo. Parlano di
un bravo professore, ma pochi sanno cosa
rappresentasse nella Cisl. A far contrappunto al dolore degli
uomini, l’inevitabile, metallica sequela delle rivendicazioni. Telefonano a “Radio Popolare” a
Milano : <Siamo le BR, rivendichiamo
l’attentato>. Telefonano al “Tempo” di Roma: < L’abbiamo ucciso noi, il
prof Tarantelli, le BR insieme ai Nar, si affrettano a mettere la loro firma sul delitto. Le Brigate Rosse tornano a sparare, tornano ad abbattere
uomini e simboli della democrazia, è stato semplice,
fin troppo, quest’uomo di 44 anni che viaggiava
senza scorta e senza timori. Ma non hanno ucciso
solo l’uomo, hanno riaperto la stagione in cui la politica si fa col sangue,
in cui chi fa politica deve mettere in conto di giocarsi la vita. Ezio Tarantelli era il sindacato, anzi Sintesi dai giornali del 28-29 marzo 1985 Avvenimenti Italiani |
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