|
La “prematura “ morte di
Papa Luciani |
|||||||||||||
|
A V V E N I N T I I T A L I A N I |
Giovanni
Paolo I “che
Dio vi perdoni per quello che avete fatto” Albino Luciani ai cardinali che lo elessero papa il 26 agosto 1978 Giovanni Luciani, il
padre e Bortola Tancon, la madre, lo fanno battezzare con
il nome di Albino
in casa dalla levatrice, lo stesso giorno della nascita. Due giorni dopo, il
19 ottobre, riceve le cerimonie battesimali in chiesa. Nell'ottobre del 1923 comincia il suo cammino spirituale entrando nel seminario minore
di Feltre, mentre, nell'ottobre del '28, inizia
a frequentare il seminario Gregoriano di Belluno. Il 1935 è un anno ricco di avvenimenti. Il 2 febbraio viene
ordinato diacono, il 7 luglio sacerdote nella chiesa di S. Pietro di Belluno,
il 9 vicario cooperatore a Canale d'Agordo, ed il
18 dicembre viene trasferito, come vicario cooperatore, ad Agordo. Lì la nomina di insegnante
di religione all'Istituto tecnico minerario. La sua attività didattica comincia nell'ottobre del '37, dopo che, a luglio, era
stato nominato vicerettore del seminario Gregoriano
di Belluno (1937-1947). Il 27 febbraio del '47 si laurea in Sacra teologia
presso Di lui don Diego Lorenzi, un orionino
suo segretario personale che gli fu accanto per
oltre due anni a Venezia e poi lo seguì in Vaticano, ha detto: "Fu
seguito con attenzione, tanto era convincente. Anche a me, quell'approccio fatto con palese speranza di effetto duraturo, ha fatto e continua a farmi
bene"."Fu uno scrittore garbato, pulitissimo ed eloquente - ha
affermato Sergio Cattazzo,
responsabile delle edizioni Messaggero di Padova, in occasione
dell'uscita del quarto e del quinto volume dell'Opera Omnia di Albino Luciani - ricco di un'amabile ironia". Papa
Luciani con Karol Woytjla Biografia Albino Luciani nacque il 17 ottobre Dopo aver studiato nei seminari
locali e aver prestato servizio militare, Luciani
fu ordinato sacerdote il 7 luglio 1935. Compiuti gli studi conseguendo il
dottorato nell'università Gregoriana, fu dapprima curato nella sua parrocchia
natale e nell'autunno del 1937 divenne vice-rettore del seminario di Belluno. Per dieci anni insegnò le materie più
importanti, ricoprendo anche la carica di vicario generale del vescovo di Belluno. Nel 1949 fu incaricato delle questioni
catechistiche in occasione del congresso eucaristico di Belluno e descrisse
le sue esperienze in un libro intitolato Catechetica
in briciole. A quel tempo mantenne un valido rapporto con i comunisti locali.
Nel dicembre del 1958 Giovanni XXIII lo nominò vescovo di Vittorio Veneto,
dove esercitò un ministero decisamente improntato a
uno spirito pastorale adatto all'ambiente rurale.Rimasto
in secondo piano durante il concilio Vaticano 11(1962-1965), svolse poi una
notevole attività nella commissione dottrinale della conferenza episcopale italiana. Il 15 dicembre 1969, per
espresso desiderio della chiesa locale, venne
nominato patriarca di Venezia. Durante
i nove anni trascorsi in quella città ospitò cinque conferenze ecumeniche,
compreso il raduno della Commissione internazionale tra anglicani e cattolici
che nel 1976 concordò una dichiarazione riguardante l’autorità; in campo
politico spostandosi con discrezione verso destra dichiarò pubblicamente
(nelle elezioni del giugno 1975) che il comunismo era incompatibile con il
cristianesimo. Pubblicò inoltre Illustrissimi, una
serie di lettere umoristiche e argute a autori e
personaggi della storia o della narrativa (Pinocchio, Figaro etc.) che
rivelavano fra l'altro la sua passione per Dickens
e per Mister Pickwick; una volta pare abbia
confessato che, se non si fosse fatto prete, avrebbe potuto senz'altro
intraprendere la carriera giornalistica. Dal
1972 al 1975 fu vice-presidente della conferenza episcopale italiana e il 5
marzo 1973 ricevette il cappello cardinalizio. In campo teologico può essere
considerato un conservatore, avendo preso energicamente le difese dell'Humanae vitae - ma anche della libertà di coscienza
-. In campo disciplinare era un riformista: trovava
infatti inutile la pompa ecclesiastica; incoraggiò i parroci a vendere
i vasi sacri e altri oggetti preziosi della chiesa a beneficio dei poveri.
Nel 1971 poi propose che le chiese ricche dell'Occidente dessero l'uno per
cento delle loro rendite alle chiese povere del terzo mondo. Pur essendo praticamente sconosciuto all'estero, fu eletto nel terzo
scrutinio del primo giorno del conclave riunitosi nell'agosto del 1978, dopo
la morte di Paolo VI. La sua candidatura si impose
quando divenne evidente che la maggioranza dei cardinali voleva un papa dallo
stile completamente nuovo, senza relazioni con l'ambiente curiale; dopo
l'elezione lo stato d'animo che prevalse fra gli elettori fu una gioia
incontenibile; l'uomo che avevano scelto era "il candidato di Dio". Si disse
che l'avere scelto il nome di Giovanni Paolo esprimeva il desiderio di
combinare le qualità progressiste e quelle tradizionali di Giovanni XXIII e
di Paolo VI; il 27 agosto egli annunciò ai cardinali - leggendo un testo
ufficiale precedentemente preparato la sua intenzione di continuare a mettere
in atto le deliberazioni del concilio Vaticano II, conservando intatta allo
stesso tempo "la grande disciplina della chiesa nella vita dei sacerdoti
e dei fedeli". Tre settimane più tardi, intorno alle undici di sera di
giovedì 28 settembre, morì per un attacco cardiaco mentre
era a letto intento a leggere delle carte contenenti appunti personali. La
luce era ancora accesa quando fu trovato morto il
giorno dopo, intorno alle cinque e mezza del mattino. Testo tratto dal
"Grande dizionario illustrato dei papi", Oxford University Press, John N. D. Kelly, ed. Piemme La morte di papa Lucani non era assolutamente
inattesa , ma diventò subito sospetta, colorando di
toni assai foschi lo scenario interno al governo della Chiesa.Al di là
della fondatezza della tesi sviluppata alcuni anni dopo nel testo In nome di Dio del giornalista britannico Yallop
– secondo cui Giovanni Paolo I sarebbe stato eliminato per un complotto
ordito dal suo Segretario di Stato, il cardinale Jean
Villot, e dal monsignore dello IOR Paul Marcinkus,
con la complicità di Roberto Calvi del Banco Ambrosiano e dalla P2 – il fatto
di per sé che venisse sollevata l’ipotesi di una morte non naturale , che
costrinse la congregazione a prendere in esame l’ipotesi – ovviamente
scartata – di una autopsia, da la misura del grado di avvelenamento
dell’ambiente del palazzo Vaticano, in osmosi con quello della cupola della
Repubblica italiana, essendo trascorsi pochi mesi dall’assassinio di Moro. Da: Karol alle crociate. Il
Vaticano e la nuova epoca. Carlo Longobardo Prospettiva Edizioni. 1994 Il libro di David Yallop, citato
da Longobardo, si intitolava In nome di Dio ed ebbe un’eco tanto grande da spingere il
potente Joaquin Navarro – Valls,
numerario dell’Opus Dei ( cioè membro
dell’organizzazione con voto di castità), e dal 1984 direttore della sala
stampa della Santa Sede, a rivolgersi allo scrittore inglese John Cornwell, fratello del più
celebre giallista John Una tesi per certi versi simile, in
fondo, era stata già sostenuta dall’arcivescovo Siri, uno dei papabili del’78.Senza parlare di
corruzione Siri aveva descritto Albino Luciani come
un uomo estremamente emotivo, incapace di reggere
alle forti pressioni psicologiche che il mestiere di papa finisce per
comportare. All’interno della lotta senza esclusioni di colpi tra catto-massoni e opusiani, la decisione con cui Albino Luciani si proponeva di avviare un giro di vite nello
IOR, più che da una giustificata carità cristiana appare dettata dal
proposito di eliminare dalla scena quella che era roccaforte della Loggia Vaticana mentre la paventata decisione del pontefice di
innalzare al rango di Prelatura l’Opus
Dei sarebbe stata la molla capace di far scattare
l’intrigo culminato con la morte del
papa. In assenza di un’autopsia capace di svelare una volta per tutte le reali cause del decesso de papa, però,
la spiegazione più poetica continua a essere proprio quella data dal
criticato David Yallop. Secondo Yallop,
infatti, l’infarto del papa sarebbe stato causato da un veleno ricavato da
una pianta tanto bella quanto micidiale: la digitale. "Papa
Luciani fu assassinato". Mistero svelato? Non era lui il "Papa Buono" ma
fu un Papa mite e sorridente. Non era lui il Papa sciatore, ma fu un Papa dallo spirito montanaro, gioviale e semplice. Non fu Roncalli e non fu nemmeno Wojtyla,
ma non ne ebbe il tempo. Fu solamente Luciani, pontefice per 32 giorni, un segmento brevissimo
nella lunga traiettoria terrena del Vaticano, una linea subito interrotta in
modo inopinato, violento e misterioso. Voleva una Chiesa povera e una volta
si definì addirittura "un povero Cristo" di fronte ai fedeli. In
Curia fece scandalo, qualcuno lo riteneva inadeguato al Soglio di Pietro,
qualcun altro lo criticava alle spalle. "Una svista dello Spirito
Santo", dissero altri ancora a proposito della sua elezione. Ma intanto Luciani insisteva,
vagheggiava un ritorno alle origini, all'essenza evangelica della fede.
Appena si insediò rifiutò la tiara e la sedia
gestatoria. E poi parlava in modo semplice, chiaro
alla gente. Forse era a disagio in una Curia costruita su misura per il suo
predecessore, ma coltivava idee nitide così come aveva dimostrato da
Patriarca a Venezia. Sapeva cosa fare e cosa cambiare in Vaticano. Ulisse Spinnato Vega La fine di Papa Luciani Il giallo dei malori sottovalutati da tutti E’ stato pubblicato un memoriale scritto cinque anni fa da
don Diego Lorenzi, il segretario particolare di
Papa Luciani, prete orionino. La mia sorpresa fu condivisa da mons. Magee
che si premurò di dire: “C'è sempre un medico di guardia a disposizione,
nulla costa convocarlo”». In quella occasione il sacerdote
aveva detto davanti alle telecamere: «Alle 19.45 circa, il Papa si affacciò
alla porta del suo studio e disse di avere accusato una fitta terribile, che però gli era già passata». Si tratta dello stesso
episodio, che a distanza di anni il sacerdote
colloca in una situazione diversa (seduto a tavola all'ora di cena o in piedi
nel suo studio dopo l'udienza col cardinale Villot),
oppure di due malori diversi? Ho una fitta», disse Giovanni Paolo I. «Non sarebbe meglio
se chiamassi il dottore?», insiste il segretario, «potrebbe essere una cosa
grave». Luciani avrebbe però
rifiutato, chiedendo a suor Vincenza Taffarel, la
religiosa che l'accudiva (ed era anche infermiera) di portargli dei
medicinali. Monsignor Magee racconta poi della cena
e di una premonizione del Papa, che ai collaboratori disse: «Il ritiro che
adesso vorrei fare è quello per una buona morte...». Ma non accenna a malori
avvenuti all'inizio della cena, quando tutti erano seduti
a tavola. Andrea Tornelli 26 agosto 2006 Papa
Luciani e le attività illecite della santa sede Un brano del libro “ La morte del Papa” un thriller
storico che denuncia la cospirazione che portò all’assassinio di Papa Luciani . Il Santo Padre corrugò la fronte quando, nell’esaminare la
sua agenda e nel controllare le udienze e gli incontri della mattina, vide
segnata una commissione del Dipartimento di Giustizia della
città di New York. Nei giorni precedenti era stata aggiunta una nota in cui
si specificava che la suddetta commissione si sarebbe fatta accompagnare da
membri dell’FBI
e della Banca d’Italia. La sollecitazione di quell’incontro
era stata concordata nei mesi prima quando Paolo VI
apparteneva ancora al mondo dei vivi. Chiaramente, la sua malattia aveva
impedito lo svolgimento di una riunione singolare. Nelle annotazioni di agosto, oltre a sospendere l’incontro a tempo
indefinito, si specificava che i membri di suddetta commissione sarebbero
stati ricevuti in un’udienza pubblica, tra una comitiva di religiosi belgi di
Liegi e un gruppo di orfani genovesi. L’ultima nota non sospendeva
l’incontro, ma lo spostava tra una rappresentazione di vedove caritatevoli del Piemonte e
un collegio religioso spagnolo, Papa
Giovanni Paolo I entrò allora nello studio di servizio e si diresse con calma
ai due sacerdoti che esercitavano l’ufficio di segretari personali. – Questi
signori si troveranno a disagio durante l’udienza. Fateli
venire nel mio studio adesso, il più in fretta possibile -.Ah,
è una visita di cortesia. Non è necessario che informiate il cardinale
Villot. Grazie. Qualche minuto dopo, mentre il Papa
preparava il caffè, uno dei giovani segretari entrò
per avvisarlo dei sei uomini che attendevano nella sala adiacente. Benché
tutti avessero chinato il capo umilmente nello stringergli la mano, il Papa
provò ugualmente un certo timore di fronte allo loro
imponenza. Qualche ora dopo, non riusciva a ricordare con precisione i
nomi di tutti i suoi ospiti. Gli italiani erano ispettori e auditori della
Banca d’Italia mentre i quattro americani appartenevano all’FBI
e al Dipartimento di Giustizia, benché tutti avessero confermato di dipendere
da dipartimenti e sezioni connesse ai reati finanziari. – Signore, - disse
uno degli americani , chiaramente poco avvezzo al
protocollo del Vaticano, - La ringraziamo di cuore per averci permesso….Oh, -
interruppe con un sorriso Giovanni Paolo I, in un inglese accettabile. – Si
stanno perdendo le buone maniere nella Casa del Signore. Desiderano un caffè? Ho paura che almeno io, ne abbia
bisogno…. Si sedettero a un tavolino che
occupava un angolo dello studio, con sedie comode e un semplice crocifisso
d’argento al centro. Albino Luciani sembrava
disposto ad ascoltare quegli uomini un po’ imbarazzati alla presenza di un
religioso seguito da milioni di fedeli in tutto il mondo. Ma poi uno degli
agenti dell’FBI, temendo che la riunione si
alleggerisse con il caffè stavano prendendo, ruppe
ogni indugio. – Signore, le abbiamo portato una
relazione comune che prova attività illecite nelle istituzioni finanziarie legate
alla Santa Sede. Il Papa osservò l’agente con espressione profondamente
seria. – Mi dica di cosa parla questa relazione comune. Il Signore, come lei ha detto vi sta ascoltando. - Le finanze del Vaticano, - disse l’agente senza cogliere
l’ironia del Pontefice, - sono legate allo IOR, che è legato
al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi che, a sua volta, è legato agli affari
di Miche Sindona e alla sua Banca Privata Italiana.
Sappiamo che Sindona è il legane
tra Roberto Calvi e il vescovo Marcinkus. Le rammento
che Sindona è soprannominato <<il banchiere
della mafia>> e che, negli Stati Uniti , è
stato emesso un mandato di cattura contro di lui per frode fiscale. Reati
finanziari e crimini in organizzazioni mafiose. E se mi permette, le ricordo
anche Roberto Calvi appartiene alla loggia massonica
P2, diretta dal fascista Gelli, promotore
dell’operazione Gladio. Certamente non ha dimenticato le bombe di piazza Fontana nel 1969. - Mi sta dicendo che con il
denaro del Vaticano hanno piazzato delle bombe a Milano? – No. Le sto dicendo che hanno piazzato bombe a Milano e in molti altri
paesi del mondo. Dalla Polonia al Nicaragua. Don
Albino Lucani non mosse un muscolo dal viso, sebbene
il fuoco che gli bruciava in gola sarebbe forse bastato ad incendiare
l’intero palazzo Apostolico. L’agente dell’FBI, con il
continuo assenso dei procuratori del Dipartimento di Giustizia, non era
disposto a fermarsi. – Roberto Calvi e Paul Marcinkus fondarono nel
1971 - Non le sembrano strani finanziamenti fascisti e
rivoluzionari allo stesso tempo? – domandò il Papa. – Non finanziano le loro
politiche, finanziano i loro crimini, in Italia stanno corrompendo e
ricattando politici di ogni colore. Se le il Corriere della Sera con attenzione, se ne accorgerà
chiaramente. In fin dei conti, è l’organo ufficiale di tutti i Gelli i
Sindona e i Calvi e i Marcinkus. - Santo Padre, - prese la parola uno degli auditori della
Banca d’Italia , - Il Banco Ambrosiano ha un deficit
di 1.400 milioni di dollari. E , come sa, - Signore, - interruppe un procuratore del Dipartimento di
Giustizia americano, - l’amministrazione nordamericana userà ogni mezzo a lei
consentito, Siamo venuti a informarla che
difficilmente questo scandalo eviterà di infrangere Albino Luciani si alzò dalla
sedia con il viso palesemente abbattuto. Molti anni prima,
quando presiedeva ancora Il Papa aprì la porta e uscì dallo studio senza
congedarsi….sussurrando << maledetti. Hanno trasformato la casa del
Padre in un covo di ladri>>……… Luis Miguel Rocha |
Inviaci i tuoi commenti e/o
notizie sull’argomento |
|||||||||||