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Avvenimenti
Italiani Antonio Negri Altri articoli Luciano Ferrari Bravo e il 7 aprile Lo Stato
terrorista e stragista La scheda il 7 aprile
79, una raffica di arresti |
Tony Negri…il carcere di Trani,i
giudici e la fuga in Francia Eravamo stati rinchiusi in questo carcere speciale per
detenuti politici. A un certo momento è scoppiata
una rivolta e alcune guardie (una decina) sono state fatte prigioniere,
allora ci siamo barricati nella prigione per tre giorni. Sono arrivate le
forze dell’ordine e hanno dato l’assalto al carcere: fu una vera guerra. Una
volta sedata la rivolta – la polizia aveva attaccato con esplosivi lanciati
dagli elicotteri – ci hanno massacrato a sangue uno alla
volta…ci sono state anche delle torture. Ci misero in
trenta per cella, ogni tanto entravano le guardie. Per resistere
abbiamo rovesciato i bidoni della spazzatura, poi abbiamo rotto le tubature
per provocare allagamenti, abbiamo forato i muri e infine abbiamo cercato di
armarci con tutti i mezzi esattamente come i film carcerari all’americana Fu veramente tutto molto duro, lo riconosco, pur
ammettendo che in politica non sono mai stato un
romantico. Che dire ? Eravamo stati spinti alla
resistenza da un insensata volontà di
normalizzazione, peggio d, di conservazione, che l’intero ceto politico
italiano ha prodotto e organizzato istituzionalmente. E’ in questa situazione che molti estremisti sono
diventati terroristi, ma devo dire che malgrado
tutto sono uscito da quella esperienza con una certa ..fiducia. Ho sempre
ritenuto l’assassinio politico un crimine a cui era necessario resistere, ma
penso anche che i militanti delle Brigate Rosse che all’inizio erano degli
estremisti siano diventati terroristi perché sono stati costretti a
diventarlo. I rapporti di forza, a quel tempo, non lasciavano alcuna alternativa. L’unica linea che poteva permetterci
di vincere era la costituzione di un partito , di
un’organizzazione o di un movimento vincente. E’ quello che abbiamo cercato
di fare, ma in nessun caso quel processo sarebbe dovuto
precipitare verso la lotta armata, anche se il terrorismo di Stato ci
spingeva a farlo. In prigione , ci siamo dunque resi
conto che occorreva negoziare la pace. Bisognava pensare alla maniera di uscire da quel vicolo
cieco e gli eventi sono andati effettivamente in quel senso. Al giorno d’oggi è tutto finito salvo per qualche
residuale spezzone di irriducibili ( qualche decina). Dopo quei fatti il mio
unico problema era come uscire di prigione: fui
eletto deputato, sono stato liberato grazie all’immunità parlamentare, poi
c’è stata la battaglia parlamentare per arrestarmi di nuovo, alla fine sono
fuggito in Francia per evitare di tornare in galera. Ho aspettato sino alla
fine del dibattito parlamentare, ma sapevo bene che volevano rimandarmi in
prigione, Nessuno poteva accettare l’apertura di un’alternativa:
dovevano e volevano ricacciarmi in galera, nei meandri della persecuzione giudiziaria…troppo
spesso in Italia le cose si risolvono così Il potere giudiziario è diventato un potere quasi
autocratico. A quel tempo il partito dei giudici era appena nato: il loro
potere è diventato esorbitante grazie a un patto con
la sinistra istituzionale che aveva dato alla magistratura mano completamente
libera di agire. Sia ben chiaro, non metto assolutamente in discussione
l’esercizio della
giustizia e la sua indipendenza. Il dramma inizia quando
la giurisdizione sostituisce interamente la politica, quando occupa e alla
fine domina lo spazio politico. Quello che è stato fatto dai giudici contro l’estrema
sinistra alla fine degli anni ’70 è stato ripetuto
dieci anni dopo contro i socialisti di
Craxi e
i democristiani. E’ un dejà
vu…orribile. Alla fine ho deciso di scappare. Era un altro strappo con i miei
compagni e con tutti coloro che restavano in
carcere. Tutto sommato ritengo che il mio
ragionamento sia stato abbastanza saggio: << Se resto con voi in
carcere e voi restate insieme a me, vi
terranno dentro per anni: se invece me ne vado, un giorno vi
libereranno>>. E’ successo proprio così. In quel periodo l’Italia era
in piena crisi economica: era in corso quell’enorme
trasformazione che avevamo cercato di comprendere a partire
dagli anni ’70. La repressione subita dalla estrema
sinistra ha prodotto la corruzione: non si massacra una generazione senza
lasciare tracce, la gestione politica e sociale di quella trasformazione ne
fu ritardata, talora evitata. Il PCI e i sindacati non sono riusciti a
governare il cambio di paradigma dalla produzione fordista
e quella postfordista e ai regimi della produzione
immateriale Antonio Negri “ Il ritorno” |
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