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Avvenimenti Italiani
Nando Dalla Chiesa
Carlo Alberto Dalla
Chiesa |
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Dalla Chiesa…il mandante e Una intervista concessa da
Nando Dalla Chiesa a Giorgio Bocca nel << Che cosa penso dell’assassinio di mio padre?. Penso che sia stato un delitto politico, deciso e
commesso a Palermo Né a me né ad altri della mia famiglia interessa sapere
chi sono stati i killer, se venuti da Catania o da Bagheria o da New York. Interessa che siano
individuati e puniti i mandanti che, a mio avviso vanno cercati nella
democrazia cristiana siciliana>>. Nando Dalla Chiesa, il figlio del generale
assassinato, né piange né vuole che ci si interessi del suo dolore privato, e
come lui la moglie e le sorelle in lutto. Vuole, come dice, << che
questa tragedia non finisca nel nulla e che le sue accuse non si perdano nel
generico.>> Signor Dalla Chiesa, io ricordo di aver
letto sull’”Europeo” un’intervista di Salvatore Rea a suo padre.
L’intervistatore chiudeva dicendo che fra gli
avversari locali del generale si potevano indicare questi dirigenti: il
sindaco di Palermo Martellucci, il presidente della
Regione D’Acquisto e i notabili Lima, Ciancimino, Nicoletti. Lei pensa che quei nomi siano stati indicati a
Rea da suo padre? << Questo può dirlo Rea. Io so dalle dichiarazioni
pubbliche rese alla stampa da questi signori che alcuni di essi
si sono opposti alla concessione di poteri speciali a mio padre. In
un’intervista, il sindaco Martellucci ha dichiarato
testualmente che non occorrevano poteri speciali r neppure”cadaveri
eccellenti”. Mio padre lesse quell’intervista. So
di preciso che la interpretò come un messaggio, come una minaccia. Questo non
è certamente il tempo delle citazioni accademiche, ma la metà di un mio
saggio sul sicilianismo corrente presso la classe
politica siciliana, la democrazia cristiana in particolare, espone questa
tesi: che questo sicilianismo
è un’espressione della cultura mafiosa. So, per avere letto e sentito le
dichiarazioni di questi signori, che essi si rifiutano di considerare Si, credo di capire
che cosa vuol dire per cultura mafiosa. Il secondo canale televisivo dovrebbe
rimandare in onda un’intervista con il sindaco Martellucci,
un documento che lascia senza fiato. << Ci sono documenti impressionanti, espliciti. Se c’è un’assurdità in termini, è quella di chiamare Mafia
un potere segreto, clandestino. Ma no, Nella filosofia mafiosa, invece ,
si sostiene che C’ è una cosa che vorrei
chiedere al figlio del generale Dalla Chiesa, cioè a qualcuno che può
conoscere meglio di altri la sua psicologia. Nella sua ultima intervista suo
padre in certo senso
si indicava alla Mafia come obiettivo. Diceva infatti:
<< Ho visto mio padre a Ferragosto e mi ha parlato
dell’intervista che le ha dato. Ha detto
testualmente: questa intervista diventerà storica.
No, non credo che dicesse storica pensando alla sua
morte. Credo volesse dire che segnava una svolta
politico e storica, l’inizio di una nuova strategia, di una manovra a
tenaglia sin li mai tentata per combattere Ma gliene parlò? <<Si, nel suo disegno doveva essere una manovra
dall’alto e dal basso. Raccogliere in alto le forze
politico – sindacali disponibili, i laici, i liberali e Zanone
in particolare. Il partito socialista, il partito
comunista e una parte della Democrazia cristiana. Per esempio, non mi
pare giusto che si indichi in Rognoni un
responsabile della morte di mio padre, ma no, lui è una persona onesta che
mio padre stimava, avrà commesso degli errori, ma cosa vuole che siano
davanti al gruppo mafioso! E poi Gli alleati in alto e quelli in
basso: gli operai dei cantieri che aveva subito visitato, i sindaci, i
parroci, gli studenti, la gente qualsiasi, stanca di soprusi. Io credo che lo abbiano ucciso
perché la manovra stava riuscendo, perché il governo e Come mai un uomo come suo padre, profondo
conoscitore delle faccende italiane, dei tabù italiani,delle
imprese impossibili in questo paese, è partito per combattere <<Lo sapeva. Gli sentii dire cose non aveva detto
neppure nel ’78 quando c’era il terrorismo intero
pronto ad ucciderlo. Per esempio, eravamo in Irpinia, dove abbiamo qualche terra lasciataci da nostra
madre. E volle che vedessimo i campi
provvedessimo al disboscamento. “ Ma papà, gli dissi, non affrettiamoci, ci
penserai tu quando vai in pensione”. Non lo disse esplicitamente ma lo fece capire: forse tra poco non ci sarò
più.>> Una cosa mi colpi durante la mia visita a
Palermo, che mi sembrò impossibile in un uomo della prudenza e della
professionalità di suo padre: che aveva accettato di andare in una prefettura
che non aveva alloggio familiare; che avesse accettato cioè
di dover fare quattro viaggi al giorno fra casa ed ufficio. << Ultimamente anche lui si era arreso, aveva dato ordine di preparargli due camere da abitazione dentro
la prefettura. Ma prima aveva tentato di fare il
prefetto normale, il prefetto che riceve, che visita>>. Non aveva paura? Ho qui il testo di una sua conversazione con gli studenti
del Liceo Garibaldi. A loro disse:” personalmente
posso aver paura, ma come prefetto non devo far vedere di averla, non devo
trasmetterla” Ecco la ragione per cui appena arrivato a Palermo volle andare
un mattino a fare una visita al mercato del pesce, un luogo emblematico per Parlò con voi di queste paure? << Con noi parlò di un’altra cosa, molto più grave.
Durante la lotta al terrorismo mio padre era stato abituato ad avere alle
spalle una copertura, ad avere dietro di se tutte le istituzioni politiche,
democrazia cristiana in testa. Questa volta appena arrivato a Palermo capì,
sentì che una parte della Democrazia cristiana non solo non lo copriva ma gli era contro>>. Non cercò di ricucire questa lacerazione? << Credo che facesse dei
passi verso la segreteria della Dc dove aveva
ottimi amici, persone che lo avevano aiutato molto durante gli anni del
terrorismo, non so se riuscì nello scopo>> Lei preferisce non parlare del suo dolore. Ma
che cosa in questa vicenda lo ha ferito in modo particolare << Che oggi, da parte degli avversari di mio padre,
forse da qualche mandante del suo assassinio, gli si rimproveri di non essere
stato abbastanza prudente;
di essere salito su un auto non blindata e guidata da sua
moglie. Questi signori non sanno che mio padre scampò due volte alla morte da
parte di terroristi proprio perché viaggiava guidata da mia madre>>. Vuol dire che a
Palermo qualcuno ha avvisato i killer? << Io so che mio padre, quando arrivò a Palermo
scoprì che alcuni domestici della prefettura erano imparentati con
pregiudicati di Mafia>> Ci rivedremo signor Dalla Chiesa? << Posso dirle solo che io non abbandonerò alla
dimenticanza gli ideali di giustizia di mio padre>> |
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