Il ’68 - Quel 1 marzo alla facoltà di architettura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il corteo aggredito da migliaia di poliziotti e carabinieri davanti ad Architettura. Imprecisato il numero dei feriti, la polizia spara in aria. Gli studenti medi abbandonano numerosi istituti e si uniscono agli universitari. Anche professori e assistenti partecipano alla manifestazione.

Quello che sta succedendo in queste ore a Roma è la conseguenza fatale delle decisioni irresponsabili che hanno portato alla brutale irruzione poliziesca nell’università e all’espulsione con la forza degli studenti. Salutata con soddisfazione da tutti gli ambienti reazionari, l’operazione di << ripulitura >> dell’ateneo romano – simile nello stile a quello  che vanno compiendo in molte altre facoltà italiane – ha avuto però l’effetto contrario a quello che i suoi ideatori, dal rettore D’Avack ai ministri Gui e Taviani, si attendevano.

Gli studenti l’hanno – e non poteva essere diversamente – come una sfida e un secco rifiuto. Il più borbonico dei rifiuti, ad ascoltare le loro rivendicazioni, a prendere atto delle esigenze improrogabili di profondo rinnovamento che essi, con la loro lotta, sostengono e portano avanti oramai da alcuni mesi.

Ora le responsabilità sono chiare. E dopo le selvagge cariche di ieri, dopo i gravissimi incidenti  di oggi alla facoltà di Architettura, una sola  è la decisione che s’impone : via la polizia da tutte le facoltà universitarie, basta con la repressione e la prepotenza del governo e dei baroni accademici.

S’impone una immediata iniziativa di tutte le forze politiche democratiche e progressiste perché cessi questo inammissibile sopruso contro gli studenti, è perché questa legge ( 2314) è una provocazione , venga immediatamente e ufficialmente ritirata .

 

La cronaca della giornata

Bestiale aggressione dei poliziotti agli studenti romani che hanno manifestato dalle prime ore della mattinata per le strade della capitale. La Facoltà d architettura è in stato d’assedio: migliaia di carabinieri, poliziotti, centinaia di camionette e mezzi blindati si sono scagliati contro i giovani picchiando e ferendo. Carabinieri e poliziotti hanno estratto le armi, hanno perso la testa e hanno esploso decine di colpi di arma da fuoco in aria. La protesta degli studenti è continuata è non cessa in queste ore. I feriti si contano a decine, colpiti da spranghe di ferro, catenelle usate dalle forze dell’ordine o meglio del disordine.

La facoltà di architettura è stata il centro della battaglia provocata dalla polizia e dai carabinieri.

Gli incidenti sono iniziati poco dopo le 11.30, gli studenti si erano ritrovati a migliaia in piazza di Spagna. Ieri avevano manifestato pacificamente per tutto il pomeriggio. Oggi si sono ritrovati per dar vita ad un’altra giornata di protesta, pacificamente e democraticamente. Il governo però non ha voluto, ha inviato agenti e carabinieri a seguirli per le vie del centro praticamente senza intervenire. Poi a migliaia, poliziotti e carabinieri hanno circondato la facoltà di architettura dove il corte era diretto, la prepotenza e la brutalità preordinata e voluta dalle << forze dell’ordine >> ha provocato la sdegnosa reazione degli studenti.

Corpo a corpo violentissimi con poliziotti – i più scatenati e violenti – e carabinieri si sono accesi in diversi punti del piazzale antistante la Facoltà. Gli studenti dimostravano democraticamente e i poliziotti invece picchiavano brutalmente e in maniera assolutamente ingiustificata. Verso le 12.30 agli studenti universitari si sono aggiunti gli studenti dei Licei romani , mentre gli scontri si facevano sempre più duri. I mezzi dei carabinieri si sono scagliati a forte velocità contro gli studenti e solo per puro miracolo alcuni di essi non sono rimasti schiacciati. Gli studenti si sono difesi come potevano, e alcuni automezzi sono stati rovesciati e dati alle fiamme.  Mentre si svolgevano gli scontri un gruppo di studenti universitari e medi ha forzato il blocco penetrando all’interno della Facoltà occupandola.. Ed proprio in questo momento che dal piazzale si sono sentiti i primi colpi d’arma da fuoco esplosi dai poliziotti che cercavano così di intimidire gli occupanti. E’ stato chiaro che le forze dell’ordine hanno perso la testa, quando era loro dovere di mantenere la calma per evitare ciò che è successo.

I giovani all’interno della facoltà sono rimasti poco tempo. Agenti e carabinieri si sono riorganizzati e sono piombati dentro in forze , usando per picchiare, manganelli, catenelle e sparando decine di candelotti lacrimogeni. Gli studenti hanno gridato alla calma. La loro era una lotta democratica. La violenza insensata dei poliziotti centrava ben poco. I carabinieri e i poliziotti invece hanno continuato nella loro violenta repressione picchiando gli occupanti costringendo così a lasciare la facoltà dagli studenti. In quell’azione, all’interno della facoltà si conteranno alla fine oltre 60 feriti più o meno gravi.

Ma non è finita, sul posto è piombata addirittura  la squadra mobile. L’intervento è stato giustificato dal fatto che , sembrerebbe, che un poliziotto sia stato disarmato da un manifestante, fatto poi risultato privo di riscontro. Alcuni deputati del PCI  e del Psiup si sono recati sul posto, vedendo con i loro occhi cosa realmente stesse succedendo. Villa Borghese era in stato d’assedio. Tutto intorno al piazzale dell’università una fitta coltre di fumo acre copre rende la visibilità praticamente nulla. La città è testimone, le zone intorno a Villa Borghese è bloccata, alcuni cittadini trasportano gli studenti pestati negli ospedali, offrendo macchine, cercando in qualche modo di aiutarli, alcuni di essi nascondo nelle auto studenti sanguinanti che cercavano riparo dai pestaggi. Alcuni cittadini cercano di parlare con un gruppo di poliziotti particolarmente violenti, in preda ad un furore incomprensibile, ma i poliziotti dicono che devono andarsene immediatamente altrimenti c’è anche per loro: via, andatevene a casa e chiudetevi dentro altrimenti …..

Tutte le scuole romane sono chiuse per uno spontaneo sciopero di protesta. Professori e studenti cercano di raggiungere il centro, vogliono andare in piazza Colonna, raggiungere il Parlamento dove si discute in aula ,su richiesta del PCI e del Psuip e Psi , sui fatti di Villa Borghese.

Alle 14 una gravissima notizia giunge alle redazioni dei giornali, numerosi studenti e alcuni poliziotti sarebbero feriti gravemente,  i feriti negli ospedali sono oltre 100, e più di 200 quelli che non sono stati ricoverati per evitare riconoscimenti da parte dei carabinieri di stanza nei nosocomi.

Alle 16 c’è ancora una grande folla in piazzale delle Scienze, qualcuno sta parlando con il megafono e sta annunciando che domani ci sarà una grande manifestazione di protesta, indetta dai partiti della sinistra dai sindacati e dal corpo insegnante.

Il telegiornale tace

Mentre durava la selvaggia aggressione della polizia contro universitari e studenti medi, l’edizione delle 13.30 del telegiornale l’ha disinvoltamente ignorata. confinando le informazioni fra quelle di minor rilievo, lo speaker di turno ha parlato di << perdurante fermento negli atenei>>  e di << situazione tesa >> per il che – ha aggiunto - << è impossibile delineare un quadro generale>>.

L’unico e fuggevole accenno ai gravissimi episodi di Roma è stato fatto nei termini qualunquistici di << tafferugli e incidenti >> fra studenti e forze dell’ordine alla facoltà di architettura. Della tempestività di informazione e soprattutto, della onestà della Rai Tv chiunque potrà giudicare.

Da testimonianze e resoconti del 2 – 3  marzo 1968

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