Vi riportiamo un altro articolo pubblicato
sulla Padania a firma di Matteo Mauri,
anch'esso scomparso dal sito web del giornale della Lega, i cui contenuti
esprimono un forte discredito al limite della diffamazione contro l'attuale Presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi, ma che sottolinea il comportamento provocatorio della Lega nei
confronti del futuro alleato. Moneta giornalistica con la quale si negoziavano
poltrone per i Ministri padani nel successivo Governo?
Ci appare sintomatico e grave che successivamente ad
inchieste giornalistiche innestate su atti giudiziari rilevanti, i leader della
Lega e Umbetro Bossi in primis abbiano come
dimenticato il passato dei loro affondi dirompenti, cercando di cancellare
dalla loro memoria e dalla memoria storica della nostra Repubblica un passaggio
fondamentale che ci rimane oscuro, tanto quanto capire che i suoi esponenti e sbandieratori di accuse di ogni genere e tipo, oggi possano
sedere accanto a colui che consideravano quasi il capo della Mafia.
Pubblichiamo per intero l'articolo della Padania per
l'importanza straordinaria di questo documento storico, di qusta
chiave di lettura delle vicende interne alla spartizione del potere e delle
poltrone che sempre avviene in Italia , ma questa volta
probabilmente è stato con tutta evidenza delle parole e dei fatti descritti,
sostenuto da un sistema quanto mai spregiudicato. - Corsera
A Palermo hanno preso un meneghino per rappresentare i loro
interessi. La verità è che se cade Berlusconi cade
tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di
buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in
piedi. Bossi rincara la dose dal Congresso federale
della Lega: il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore è palermitano
"La Fininvest è nata da Cosa Nostra" Lo
tengono in piedi perché rappresenta i loro interessi al Nord, è il loro
"figlio di buona donna".
La guerra è aperta da tempo. Ma ora entra in campo l'artiglieria pesante. E se alle
accuse di mafia che da tempo Bossi lancia contro Berlusconi, il Cavaliere risponde col silenzio, adesso il Senatur ha deciso di alzare il tiro.
"Tanto per essere chiari, per far capire alla gente", replica ad un
congressista che aveva criticato la "politica dell'insulto" del segretario
leghista. L'attacco di Umberto Bossi a Silvio Berlusconi, è durissimo. Il segretario della Lega Nord nel
corso del suo intervento al Congresso straordinario del Carroccio, ha più volte
dato del "mafioso" a Berlusconi. Da tempo il leader leghista, durante gli innumerevoli
comizi, aveva indicato nel Cavaliere "l'uomo di Cosa Nostra". Al
congresso, la tesi è diventata ufficiale. "L'uomo di Cosa Nostra" viene citato decine e decine di volte. E
con lui tutte le aziende che fanno capo al leader di Forza Italia.
L'anomalia italiana è lì: se ne devono convincere in primo
luogo tutti i delegati, poi l'opinione pubblica.
"La Fininvest - ha affermato
Bossi - ha qualcosa come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono fatte
nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini,
la banca di Cosa Nostra a Milano. E a Palermo hanno
preso un meneghino per rappresentare i loro interessi. La verità è che se cade Berlusconi cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno
cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona
donna, e per questo lo tengono in piedi".
Se l'ex-Capo dello Stato Francesco Cossiga negli ultimi due giorni è andato giù durissimo nei
confronti del Cavaliere, Bossi non è certo stato da meno. Anzi, ha alzato il
tiro, entrando anche nei dettagli, quando ha parlato della Banca Rasini, delle holding occultate, della nascita della prima
tv berlusconiana, del partito degli azzurri. "Un
palermitano - ha affermato Bossi - è a capo di Forza Italia. Perché
Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri.
Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono
volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli
interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia
di giovani, soprattutto al Nord".
Eppoi ancora, come in un crescendo:
"Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei
bravi e imbecilli cittadini del Nord"; "Silvio è uomo della P2, cioè del progetto Italia"; "La Banca Rasini è la banca di Cosa Nostra a Milano"; "Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni,
anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì";
"Berlusconi parla meneghino ma nel cuore è un
palermitano"."L'uomo di Cosa Nostra": Bossi, nelle tre ore
d'intervento, ha indicato spesso il disegno dietro il palco in cui era
raffigurato alle spalle di Berlusconi, un sicario
siculo con lupara e coppola.Dopo aver ricordato i
molti "giovani del Nord morti per droga",
Bossi ha aggiunto: "Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da
decine di migliaia di morti. Non è vero che "pecunia non olet". C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è
denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel
potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco il punto".
Di
Matteo Mauri – La Padania
del 27 ottobre 1998