Il governatore della Sicilia, imputato per
favoreggiamento a Cosa nostra e candidato alle prossime elezioni regionali, si
precipita a Milazzo per partecipare alla processione del compatrono San
Francesco di Paola. Dopo la benedizione, i sacerdoti gli affidano il saluto ai
fedeli e la preghiera al Santo. La sosta del corteo religioso
per un rinfresco in onore di politici e autorità locali. Milazzo intanto
è sempre più vittima della penetrazione mafiosa, nel silenzio della Chiesa e
delle istituzioni.
“Sono un devoto di san Francesco di Paola”. Mai dubitare della profonda religiosità di rais della politica e
boss di mafia. In occasione dei festeggiamenti del santo
compatrono della città di Milazzo, Totò Cuffaro è
comparso alla testa del corteo religioso accanto a prelati, frati minimi,
amministratori e consiglieri di centrodestra. I baci e
abbracci di rito che hanno reso famoso il politico in corsa per la presidenza
della Regione; poi, accanto a padre Damiano
San Francesco, i pescatori che a spalle si portano la
reliquia e la moltitudine di fedeli, intanto attendono
sotto, inquieti e inconsapevoli dell’altrui festeggiamento. Alla fine si
riparte, ma il corteo è pervaso da sorrisi ironici e strali polemici. Cuffaro, accusato di aver violato la locale tregua
elettorale, giura di essere giunto a Milazzo solo per la sua forte devozione
per il santo “che è anche compatrono dell’intera Regione Sicilia”. “Ammetto di
essermi fermato per il rinfresco – commenta il governatore –
ma ho accettato solo qualche bicchiere d’acqua fresca”. Poi di corsa, in
auto blu, verso Palermo.
Una scelta quasi doverosa quella di
invocare l’intercessione del Santo di Paola proprio dalla città del Capo. Il cuffarismo
è un sistema che ha puntato innanzitutto al controllo
della sanità, pubblica e privata. E l’ospedale di
Milazzo è il vero motore del potere locale. La struttura sanitaria è
dispensatrice di facili carriere ai professionisti intercettatori di pacchetti
di voti, quasi tutti del centrodestra; tra i personaggi più influenti che vi
lavorano, un nome a cui la recente Relazione di minoranza della Commissione
parlamentare antimafia dedica più di un passaggio. Quello di
Santino Napoli, paramedico e sindacalista, definito “soggetto di rilievo e di
rispetto”, in contatto con i boss mafiosi barcellonesi Salvatore Di Salvo e Carmelo Mastroieni.
Già dirigente della locale squadra calcistica, Santino Napoli è in atto
consigliere comunale a Milazzo, per il secondo mandato consecutivo
“significativamente sempre schierato con la maggioranza, prima a sostegno di
un’amministrazione di centrosinistra e ora di centrodestra, e controlla
rilevanti attività economiche anche attraverso il figlio”.
A Milazzo ha poi sede una delle sezioni più importanti
dell’AIAS (l’Associazione italiana assistenza spastici), ai cui scandali
finanziari il giornalista Beppe Alfano aveva dedicato
gran parte delle sue inchieste prima di essere assassinato l’8 gennaio del
A 13 anni dalla morte di Beppe Alfano, è la vicina AIAS di
Barcellona a meritare le attenzioni della Commissione parlamentare antimafia.
Presidente della sezione è l’ex assessore di Forza Italia del comune del Longano Luigi
Il procedimento ha preso il via da una costola della
cosiddetta “Operazione Gabbiani”, relativa alla supposta interferenza mafiosa
nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti a
Barcellona. Tra i personaggi chiave dell’inchiesta, Andrea Aragona, presidente
di “Libertà e lavoro”, la cooperativa a cui diverse amministrazioni comunali hanno assegnato - da tempo immemorabile - la gestione dell’ecobusiness. Andrea Aragona, ritenuto vicino al boss
mafioso Giuseppe Gullotti, è stato anche il
consigliere comunale più votato alle ultime elezioni di Barcellona (eletto
nelle liste di Forza Italia è poi passato all’UDC del governatore Totò Cuffaro). Un politico in grado di esercitare un
“interessamento indebito” anche sulla raccolta dei rifiuti nella vicina città
di Milazzo, come si evince da un’intercettazione ambientale agli atti del
processo in corso contro gli ex amministratori di centrosinistra per reati relativi all’affidamento del servizio di raccolta dei
rifiuti alla società toscana Cooplat.
Antonio Mazzeo