Peppino Impastato…raccontato dai suoi compagni

 

 

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Approfondimento : Centro di documentazione “Peppino Impastato”

 

Una cronistoria che mette insieme l´impegno pubblico e le emozioni private Da Radio Aut le accuse e gli sberleffi al boss di Cinisi Tano Badalamenti

 

Un Peppino Impastato che rivive con tutta la sua passione tra le pagine di un libro. Ucciso in modo atroce dalla mafia che non riusciva in alcun modo a stroncare la sua volontà di denunciare e di ribellarsi ai soprusi di un potere mafioso sociale e familiare, riaffiora nella memoria attraverso la sua breve e intensa esistenza ricostruita nel libro Nel cuore dei coralli, Peppino Impastato - Una vita contro la mafia. È Salvo Vitale, compagno di tante lotte di Peppino, che "rimonta" in una sorta di album, per tappe, gli anni dell´impegno, attraverso documenti, articoli di prima mano, atti di processi e registrazioni di eventi precedenti e successivi al suo l´assassinio, relativi alla sua attività politica e al suo impegno supportato da una carica ideale rara e, spesso, solitaria.
È proprio sulla solitudine sociale e familiare di Peppino a Cinisi che Vitale, suo amico e collaboratore, inizia a delineare il percorso di vita e di azione. L´attenzione è posta sul desiderio di rivalsa nei confronti di un sistema clientelare e mafioso in cui il giovane si ritrovava dentro, suo malgrado, per nascita e che respingeva per un credo maturato sul coraggio della giustizia e della libertà. La dettagliata ricostruzione dei fatti avvenuti durante l´apertura di "Lotta Continua" a Cinisi e la fondazione di "Radio Aut", le denunce a don Tano Badalamenti e gli interessi di parte che c´erano dietro la costruzione dell´aeroporto a Punta Raisi, si alternano a pagine che "ritoccano" un ritratto tutto umano della vittima.
Una persona normale costretta a diventare eroe per ribadire il suo amore della verità, della giustizia e il rifiuto per ogni compromesso. Impastato metteva in primo piano l´impegno e solo in secondo piano poneva i rischi e le conseguenze che avrebbero potuto arrecargli le denunce gridate, le manifestazioni antimafia organizzate e le accuse lanciate dalla radio, veicolate attraverso poesie satiriche, metafore e doppi sensi.

 

La ricerca della verità lo spingeva ad agire contro l´ipocrisia, il perbenismo, il familismo amorale e tutte quelle forme di prepotenza e di collusione con le cosche, di favoritismi vergognosi e di taciti accordi, tra mafia-politica-Istituzioni, da lui lucidamente prima preannunciati e poi smascherati. L´obiettivo principale di Impastato era quello di spezzare il muro di omertà affinché la comunità potesse liberarsi dalla cappa mafiosa che la sovrastava. Ma il muro è rimasto, anche se il giovane militante di "Lotta continua" ha contribuito a metterne a nudo le crepe, a svegliare le coscienze spente e a sottolineare gli assensi inconsapevoli di cittadini assuefatti al potere dei boss.
Sul saggio sembra così piombare un alone di pessimismo che Vitale aveva già colto a un anno di distanza dalla morte di Peppino e che così allora sintetizzava: "Da questo Stato non puoi, sinora aspettarti nulla, non giustizia, non lavoro, non dignità: impara pertanto a farne a meno e a costruire da te gli strumenti per sopravvivere".
L´uscita del libro coincide con la morte di Felicia, la vecchia madre, capace per amore di Peppino di troncare ogni legame con la famiglia mafiosa del marito e di diventare fino all´ultimo giorno della sua vita, la testimone dello stesso impegno che era stato il filo conduttore dell´esistenza del figlio martire.

 

Valentina Patti

 

 

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