Una via per ricordare i fratelli Mattei

 

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Dossier :I fratelli Mattei

 

Il Comune di Roma per una via ai fratelli Mattei, "vittime di uno dei piu' orribili atti di violenza politica che abbiano funestato la nostra citta' e il Paese".
E' quanto rende noto il sindaco Walter Veltroni.
"Stefano, di soli otto anni, e Virgilio, ventiduenne, spiega Veltroni - il 16 aprile del 1973 trovarono una morte orribile nel rogo della loro casa di Primavalle cui gli assassini avevano dato fuoco per 'punire' la famiglia Mattei della sua militanza nel Movimento Sociale. Fu un gesto atroce, frutto del clima di violenza ideologica che nutriva in quegli anni le piu' dure manifestazioni del terrorismo, di destra e di sinistra, e che provoco', a Roma e in altre citta', una impressionante catena di omicidi, di aggressioni, di intimidazioni".
"Quello dei fratelli Mattei - aggiunge Veltroni - fu un delitto che, nella pieta' per quei due poveri ragazzi e nel rifiuto della cieca intolleranza che costo' loro la vita, e' ancor oggi presente nella memoria della citta'. Nello stesso modo in cui e' vivo il ricordo di Walter Rossi, il ragazzo ucciso nel '77 per la sua militanza politica a sinistra, al quale e' gia' dedicata una piazza a Monte Mario (che qualche tempo fa inaugurai nella sua nuova sistemazione), di Ivo Zini, il ventiquattrenne ucciso dai Nar all'Alberone perche' leggeva 'l'Unita", per il quale proporro' alla Commissione Toponomastica l'individuazione di una strada da intitolargli, di tanti e tanti altri".
"La nostra intenzione - prosegue il sindaco di Roma - e' chiara: attraverso l'atto della intitolazione, che fissa per cosi' dire il ricordo della coscienza pubblica, vogliamo mandare un messaggio di condanna di ogni forma di violenza politica, di ripudio di ogni forma di intolleranza. Nonostante gli avvenimenti internazionali che fanno pesare la minaccia di un terrorismo sempre piu' spietato sulle comunita' e su intere nazioni, nonostante il sangue, la disperazione di popoli interi che fuggono dalla morte e dalla fame, nonostante i rumori delle guerre, Roma e', per nostra fortuna, una citta' serena, che non si e' fatta vincere dalla paura. Il dolore lo porta nella sua memoria. Memoria la cui condivisione e' il rifiuto della logica della violenza, del terrorismo, della morte".

ROGO PRIMAVALLE: AZIONE GIOVANI, ORA ESTRADIZIONE LOLLO
"Questo e' un primo passo: vogliamo ricordare che gli esecutori del rogo ancora oggi sono liberi e non hanno mai pagato come Achille Lollo in Brasile di cui attendiamo l'estradizione". Lo ha dichiarato il presidente romano di Azione Giovani (An) Federico Iadicicco commentando che "la via intitolata ai Mattei deve ricordare alle future generazioni quegli anni in cui si teorizzava l'assassinio dell'avversario politico".

STRADA ROGO PRIMAVALLE: FAMIGLIA DICE NO INTITOLAZIONE
Il rogo di Primavalle, ancora una volta, ha diviso coscienze, opinioni e sentimenti. E, ancora una volta, oggi, si e' percepito quanto dolore ci sia attorno alla morte dei fratelli Mattei, 'vittime', ha detto il sindaco di Roma, Walter Veltroni, "di uno dei piu' orribili atti di violenza politica che abbiano funestato la nostra citta' e Paese".
L'occasione che ha risvegliato antiche divisioni, ma che oggi e' stata anche modo per vedere d'accordo destra e sinistra, e ' quella presa dal sindaco di Roma che vuole intitolare una strada a Stefano e Virgilio Mattei. Immediato e' arrivato il no della famiglia che, attraverso il proprio legale, ha detto, in sostanza, a Veltroni che il nome dei fratelli Mattei, adesso, "non puo' essere speso".
Il motivo dell'opposizione, ha poi spiegato il legale, sta nella mancata presa di posizione del sindaco di Roma quando e' tornata d'attualita' la vicenda di Achille Lollo, uno dei tre estremisti di sinistra, insieme a Marino Clivo e Manlio Grillo, condannati a 18 anni di reclusione per il rogo di Primavalle.
I fratelli Mattei, di 8 e 22 anni, figli del segretario della sezione di Primavalle dell'allora Msi, bruciarono vivi il 16 aprile del 1973 nel rogo della loro abitazione appiccato da militanti di Potere operaio. Nel 1987 la Cassazione rese definitive le condanne a 18 anni per tre militanti di Potere operaio, Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo. Lollo, che da tempo si trova in Brasile, e' stato al centro di polemiche, la scorsa primavera, per la mancata estradizione in Italia.
"La nostra intenzione - ha detto oggi il sindaco di Roma - e' chiara: attraverso l'atto della intitolazione, che fissa per cosi' dire il ricordo della coscienza pubblica, vogliamo mandare un messaggio di condanna di ogni forma di violenza politica, di ripudio di ogni forma di intolleranza".
Accolta da molte approvazioni politiche, invece, la decisione di Veltroni. A cominciare dal presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, che ha sottolineato come la decisione del sindaco "di intitolare una strada di Roma ai fratelli Mattei commuove quanti hanno sofferto per una tragedia che colpi' la destra della nostra citta' e dell'Italia intera. Spero che tutti si rendano conto, dopo il bel gesto del sindaco, sia giunta l'ora di assicurare Achille Lollo alla giustizia del nostro paese". E di "atto dovuto" parla il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri. "L'intitolazione di una strada ai fratelli Mattei - ha aggiunto - la cui tragica fine e' stata per anni colpevolmente dimenticata dalla sinistra, e' un atto dovuto e un messaggio per le giovani generazioni, perche' la politica sia corretto confronto tra culture diverse".
Anche per gli esponenti di An alla Regione Lazio e al Comune di Roma, Fabio Rampelli e Marco Marsilio, la decisione di Veltroni "sana una ferita" e "rende omaggio a due dei tanti caduti della destra romana che ha pagato duramente negli anni '70 il clima di terrore e di caccia all'uomo che si era scatenato nei confronti dei nostri militanti"

Dai giornali del 3/4/settembre 2004

 

 

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