Tommaso Buscetta , Marimo
Mannoia e Valerio Fioravanti
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utile: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro
Leggi l’articolo: L’assassinio
di Piersanti Mattarella
- Buscetta e il processo Andreotti
Valerio Fioravanti venne
accusato dell’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella.
Il 1992 è l’anno delle stragi mafiose, degli omicidi di
Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, degli uomini e le donne delle loro
scorte. Ma è anche l’anno della nuova ondata di << pentimenti>> tra
il popolo di Cosa Nostra, e degli altri veli sollevati da vecchi <<
collaboratori di giustizia >>, che decidono di dire ciò che fino a quel
momento hanno taciuto.
Come Tommaso Buscetta e Francesco
Marino Mannoia, da tempo
rifugiatisi negli Stati Uniti, che ricominciano a parlare. Sono loro a spostare
i riflettori del processo per l’omicidio di Mattarella,
a scagionare Valerio” Giusva” Fioravanti, e
Cavallini.
Comincia << don Masino>>, che durante una sua
permanenza in Italia, nel novembre di quell’anno, viene ascoltato dalla commissione parlamentare antimafia. E al presidente che gli chiede del delitto Mattarella risponde: <<A me dispiace che non potrò
vedere la fine di questo processo negli anni, perché sono abbastanza vecchio e
malandato, ma le garantisco che i fascisti in questo omicidio non c’entrano.
Quei due sono innocenti, glielo garantisco. E chi vivrà vedrà.>>.
Ma perché fu ucciso il presidente della
Regione?
<< Credo, continua Buscetta, che Mattarella in
special modo volesse fare pulizia negli appalti. Se andate a vedere a chi sono
andati gli appalti in tutti questi anni,con facilità
voi andrete a scoprire cose inaudite. Non avevano bisogno di due fascisti, Cosa
Nostra non fa agire, per ammazzare un presidente della Regione, due fascisti. E’ un controsenso, non esiste questa possibilità. E’ quei due accusati sono innocenti>>.
Cinque mesi più tardi il procuratore di Palermo Gian Carlo
Caselli e il sostituto Guido Lo Forte volano negli
USA, e nello Stato della Florida interrogano Tommaso Buscetta.
L’ex <<boss dei due mondi>> parla del coinvolgimento di Giulio Andreotti negli affari di Cosa
Nostra e nel delitto Pecorelli. E dice ai magistrati:
<<Apprendo oggi dalle signorie loro che per l’omicidio Pecorelli è stato imputato Valerio
Fioravanti. Sapevo già, invece, che lo stesso Fioravanti è
tuttora tra gli imputati dell’omicidio Mattarella. Ebbene, devo dirvi che almeno per quanto riguarda l’omicidio
Mattarella dovete dimenticarvi di Valerio Fioravanti,
che con questo fatto non c’entra assolutamente nulla>>.
Tre giorni prima gli stessi magistrati avevano interrogato,
nella sede del’Attorney’s Office del Distretto
meridionale di New York, Francesco Marino Mannoia,
conosciuto dai mafiosi col soprannome di << Mozzarella >>,
collaboratore di giustizia dal 1989 con Falcone.
Anche lui ha parlato di Andreotti, e degli incontri del senatore a vita col boss di
Cosa Nostra Stefano Bontate prima e dopo l’uccisione
di Mattarella. E ha aggiunto:<< Per quanto riguarda l’esecuzione materiale
dell’omicidio , io sapevo che sarebbe stato commesso, ma non vi ho preso parte.
Ho saputo però dal Bontate che parteciparono
Federico Salvatore ( il quale era a bordo di una autovettura), Davì Francesco ( uomo d’onore di una famiglia che in questo
momento non ricordo, e di mestiere pasticciere), Rotolo Antonino, Inzirillo Santino e altri che in questo momento non ricodo…Ricordo anche che il giudice Falcone mi aveva
parlato della stranezza di una targa tagliata in due, al che io avevo
dichiarato che ero stato uno dei primi ad adottare questo sistema di
falsificazione delle targhe, e aggiungo ora che questo sistema di targhe alterate congiungendo due metà autentiche l’ho
usato per alcuni omicidi>>.
Dunque le voci di Cosa Nostra indicano dei killer
mafiosi per il delitto Mattarella e negli uffici
della Procura palermitana parte una nuova inchiesta. I “neri” Fioravanti e
Cavallini vengono definitivamente scagionati, ed
evidentemente - se è vero quel che dicono i <<pentiti>> di mafia –
il loro coinvolgimento è stato un depistaggio
orchestrato da qualcuno..
All’inizio del 1995 il pubblico ministero del processo per l’omicidio
Mattarella ha chiesto l’assoluzione di Valerio
Fioravanti e Gilberto Cavallini dall’accusa di essere
gli esecutori materiali, e il 12 aprile la Corte d’Assise di Palermo ha assolto
i due imputati.
Tommaso Buscetta ha così potuto
vedere la conclusione almeno di questa fase del processo.
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