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I gruppi della estrema sinistra |
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A V V E N I M E N T I I T A L I A N I |
Una manifestazione di Autonomia
operaia Il
crescente carattere difensivo del movimento operaio
pose nuovi e difficili problemi ai gruppi rivoluzionari. Era sempre
meno verosimile presentare la rivoluzione come imminente. Nel giugno 1974, Adriano Sofri, di Lotta continua, affermava
ancora che”si sta operando nelle masse una svolta di portata rivoluzionaria”, ma non c’era un gran che per legittimare
questa fiducia. I gruppi dovevano ora affrontare la prospettiva di una lotta
lunga e difficile. Il PCI non era sul punto di
scomparire, e non sembrava scomporsi molto per le insistenti accuse di
“revisionismo”, né era prevedibile un passaggio improvviso a una coscienza
rivoluzionaria di massa. Bisognava individuare nuove prospettive che prendessero in considerazione il ruolo dei gruppi nel più ampio contesto della
politica italiana, il loro rapporto, con i sindacati, con le elezioni. Non vi fu una risposta
convincente:la maggior parte dei gruppi
accentuò il carattere partitico della
propria organizzazione. Anzichè cercare forme alternative e nuovi
modelli di aggregazione, essi
“scimmiottarono” le strutture tradizionali del movimento operaio
internazionale, e il centralismo ebbe la meglio sulla democrazia. Come sostenne Bobbio, dal 1973 perfino Lotta continua”la possibilità
dei compagni di contribuire alla formazione della linea politica sono molto
ridotte; la
responsabilità delle grandi scelte
finiscono sempre di più per accentrarsi al vertice della piramide”. I leader dei gruppi,
finirono per
prendersi sempre serio, Sofri divenne segretario di Lotta continua nel 1973;
Aurelio Campi, di Avanguardia Operaia, nell’autunno del 1974 tenne una relazione introduttiva di
tre ore al congresso della sua organizzazione. Benché
“piramidali” e più autoritari, i gruppi non persero la loro influenza. La
sinistra rivoluzionaria era forte in tutte le principali città del nord e del
centro, ma il suo centro nevralgico era probabilmente Milano e la sua grande periferia industriale . In quegli anni i gruppi
potevano mobilitare con regolarità 20-30mila persone nel capoluogo lombardo,
mentre i loro
servizi d’ordine paramilitari si
scontavano nelle strade con le squadre
dei giovani neofascisti che cercavano di controllare certe zone della città
come piazza San Babila. Quelli erano anche gli anni
e gli ambiti in cui fiorì come non mai la cultura
alternativa, con tutte le sue grandezze ( come ad esempio le esperienze
teatrali di Dario Fo alla palazzina
Liberty di Milano) e le sue miserie (
l’importazione acritica della cultura della droga e della musica rock più
commerciale). Il movimento degli studenti non
riacquistò mai nelle università la
forma del 67-78, ma quello che
esisteva nelle scuole secondarie, controllata dalla sinistra rivoluzionaria,
viveva allora il suo momento culminante. I gruppi intensificarono la loro
attività anche nell’esercito, sulla scia del colpo di stato in Cile, migliaia
di copie del giornale “proletari in divisa” venivano
distribuite mensilmente nelle caserme. La manifestazione che ebbe luogo a Roma nel settembre 1974, per commemorare il
primo anniversario del golpe di Pinochet in Cile,
fu caratterizzata dalla presenza di
circa 300 militari in divisa, militari di leva e qualche
sottoufficiale di carriere. I gruppi rivoluzionari continuarono a mantenere
una presenza consistente in tutte le principali fabbriche del nord,
all’interno delle quali organizzavano sezioni e cellule, diffondevano i
propri bollettini e tenevano assemblee molto partecipate. I GAP di Feltrinelli Sono stati la prima organizzazione armata
clandestina del ciclo di lotte seguito al biennio 1968-69, e nacquero tra
l'aprile e il maggio del 1970. Furono i Gap, grazie
a Giangiacomo Fetrinelli,
a far conoscere in Italia ed in Europa molti documenti delle più importanti
formazioni guerrigliere latino americane. Particolarità dei G.A.P. fu quella
di considerare anche le forze del socialismo reale nel campo rivoluzionario,
in netto contrasto, per esempio, con le Brigate Rosse che al
contrario condannavano il "socialimperialismo
sovietico" ed il suo "capitalismo di stato". I G.A.P. svolsero
principalmente attività di interferenze radio sui
canali delle reti nazionali e azioni contro impianti di cantieri edili in cui
erano avvenuti indicidenti sul lavoro. Il 15 aprile
1972, con l'arresto dei suoi militanti la storia dei
Gap si concluse. Per l'organizzazione Gap furono
inquisite 65 persone. L’ipotesi – o forse meglio la convinzione - di un
imminente colpo di Stato da parte delle forze più reazionarie del paese sta
alla base della creazione a Milano, nel 1970, dei Gruppi di
Azione Partigiana (GAP) di cui è promotore e finanziatore Giangiacomo Feltrinelli, già
iscritto al PCI, editore di grosso spessore, amico di Fidel
Castro e delle guerriglie dell’America latina. Fin dall’anno prima Feltrinelli comincia a nutrire quella che in molti hanno finito per
giudicare una sua personale ossessione: una svolta radicale a destra della
borghesia e del grande capitale. In Estate 1969, Feltrinelli
esplica in maniera evidente questo suo timore. E,
intanto, prepara quello che considera al tempo stesso uno strumento di autodifesa, ma anche l’embrione di un’avanguardia
politica e militare rivoluzionaria: i GAP. La teoria politica sulla cui base nascono i GAP più dei testi marxisti, sono le esperienze
concrete condotte dai movimenti di liberazione in sud America: la lezione di
Castro, gli insegnamenti di "Che" Guevara,
i tentativi di Marighella. Sullo
sfondo, ancora una volta, lo spettro delle dittature: quella boliviana in
particolare. Assieme ad uno stretto nucleo di militanti (studenti, ma
anche sottoproletari), Feltrinelli, già pedinato
dai servizi segreti di mezzo mondo, crea una struttura fragile, tutta tesa
alla propaganda del fatto, più che al fatto
terroristico in sé. da Avvenimenti Italiani Avanguardia
operaia Avanguardia Operaia (AO) era un'organizzazione della sinistra
rivoluzionaria, nata a Milano nel periodo del sessantotto, coagulando, su una
piattaforma politica operaista-leninista, i
Comitati Unitari di Base (organismi di sindacalismo diretto, molto forti
nelle grandi fabbriche milanesi), i collettivi studenteschi di alcune facoltà scientifiche e di istituti tecnici,
intellettuali legati ad esperienze operaie (Vittorio Rieser
di Torino, alcune realtà del centro-sud). Tra la fine del 1967 e i primi mesi del 1968 la testata
Avanguardia operaia comparve come foglio "a cura di un gruppo di
lavoratori della Sit-Siemens"
di Milano, divenendo ben presto il giornale ufficiale dell'omonima
organizzazione, sorta dall'unione degli stessi operai della Sit-Siemens e della Pirelli, Sip e Borletti con alcuni
militanti trotzkisti fuoriusciti dal PCI e dai Gruppi Comunisti Rivoluzionari
(GCR). Tra questi ultimi, i principali esponenti di AO:
Massimo Gorla, Luigi Vinci e Silverio Corvisieri. L'organizzazione, il cui centro
operativo fu sempre situato nell'area milanese, ebbe diverse testate di
riferimento - oltre ad Avanguardia operaia, Politica comunista (1972), Quaderni di
Avanguardia operaia (1972), Quotidiano dei lavoratori (1974). Quest'ultimo che ebbe discreta diffusione nelle città
industriali del nord-Italia. AO fu travolta, come tutte le organizzazioni della nuova
sinistra, a metà anni settanta dalla crescente militarizzazione
dello scontro sociale e politico, e scelse di percorrere la strada
dell'ingresso nelle istituzioni, aderendo nel 1976 al cartello elettorale di
Democrazia Proletaria (con Lotta Continua e PdUP) e
facendo eleggere Gorla e Corvisieri
come deputati. Quando Democrazia Proletaria si costituì in partito nel 1978,
vi confluì la maggioranza di Avanguardia Operaia,
guidata da Gorla, Corvisieri
e Vinci (oggi parlamentare europeo di Rifondazione Comunista), mentre la
minoranza di Aurelio Campi entrò nel PdUP. Ricavato da "Wikipedia” Creato il
12 aprile 2003 |
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