I segreti del “er caccola” Stefano Delle Chiaie.

 

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Stefano Delle Chiaie

 

L’estremista di destra gira da un tribunale all’altro paese rispondendo”non so”, “non ricordo”, “sono stato ingannato”

Un articoli di Andrea Barbato su uno dei personaggi più inquietanti dell’eversione fascista - 24 Luglio 1988

Caro Delle Chiaie, dopo Bologna, la sua tournèe continua. Si replica. Magari a Catanzaro, dove si cerca di gettare una luce sempre più foca nella grande tenebra di piazza Fontana. Ma il suo copione è immutato, ormai un classico di repertorio, una maschera italiana: << Non so>>, << non ricordo>>, <<sono stato ingannato>> << non ho mai fatto parte dei servizi segreti>>….

E così via da un capo all’altro della Penisola, testimone o imputato, in treno i in cellulare o in Alfetta scortato dai carabinieri, davanti ai giudici popolari o ai giudici togati. Incontrando i vecchi camerati o acerrimi nemici, ascoltando chilometri di verbali, e poi replicare con la sua voce nasale…..Ora che non è più “er caccola” perché il tempo delle bravate romanesche è passato, e non è più” la primula nera”, lo sa chi ricorda, con i suoi occhi un po’ cinesi e i modi sfuggenti?. Peter Lorre, il protagonista di M,quello che nel Mistero del falco fa tanti doppi giochi da restarne infine stritolato….

 

Non si lamenti troppo della giustizia italiana. A Bologna, in fondo, è uscito indenne, Insufficienza di prove. Eppure, il fendente della giustizia le è passato molto vicino: la strage della stazione, fu neofascista, la banda dei terroristi neri s’è buscata l’ergastolo, i servizi segreti ci sono dentro fino la collo, il legame fra Sismi e la P2, a copertura delle stragi nere, è comprovato Non le fischiano le orecchie? Non è questo lo sfondo di tutti i suoi”romanzi”?

Ma non è certo per congratularmi con lei dello scampato pericolo giudiziario che le scrivo. Anzi, le confesserò che questa ennesima assoluzione, sia pure non totale, m’insospettisce e mi inquieta.

Lei è un imputato particolare: o è un colpevole molto fortunato, o un innocente molto sfortunato. Non c’è trama,strage,pista o complotto italiano degli ultimi venti anni che non lo veda in qualche modo coinvolto.

 

Ad un certo punto, sembrava concretamente che lei avesse a che fare con la tragedia dell’aereo di Ustica e persino con i lupi grigi dell’attentato al Papa. Insomma, quando lei è tornato in Italia, arrestato dopo 17 anni di latitanza ( anch’essa un po’ ambigua visto che lei veniva spesso in patria, e che i giornalisti lo intervistavano quando volevano) , sembrava di avere finalmente messo l e mani sull’archivio delle stragi, sulla - banca dati del gran complotto politico- terroristico che ha folgorato l’Italia per quasi due decenni.

Avremmo assistito, si pensava, a un fuoco di fila di rivelazioni, e in cambio a una litania di ergastoli e di condanne. Buon per lei, ci siamo sbagliati.

Che altro avrebbe potuto raccontarci, come lei, la verità sui servizi segreti deviati, ma soprattutto sui loro mandanti. Chi  avrebbe potuto spiegarci il ruolo dei neofascisti e della P2 dall’Italicus a piazza della Loggia? L’arcipelago  dell’eversione teleguidata, vista dall’interno… Nomi e cognomi della strategia della tensione. Tutto sembrava fare a capo a lei:il Golpe Borghese e la sorte di Freda e Ventura, gli intrighi delle dittature sudamericane e il traffico di droga, camerati e infiltrati, spioni e doppiogiochisti, la CIA e il Mossad, Gelli e Pazienza. Poi, sono cominciate le delusioni. Le sentenze. Le dimenticanze vere o artificiali. Le assoluzioni. L’ergastolo per l’omicidio Occorsio è cancellato in appello. L’accusa di far parte della banda che ha ucciso il cileno Bernardo Leighton cade. Le stragi, lei le deplora. I servizi, cercano di farlo fesso e di addossargli qualche troppa di troppo. Gelli, non l’ha mai visto, nemmeno gli ha parlato al telefono.

Ora i giudici di Bologna non trovano prove sufficienti contro di lei nel più nero dei delitti neri. L’avremo sopravvalutato?

 

Le avremo dato tutte le colpe, romanzando la sua vita, per il fatto che non sapevamo a chi altre darle? Persino il caso Infelici ( che andò a parlarci per primo al suo arrivo a Rebibbia si è smontato: ma no. il sostituto procuratore di Roma voleva solo sapere se il viaggio era andato bene. Sicchè lei, Delle Chiaie, è finora condannato solo per apologia di fascismo, qualche chiassata nelle scuole romane, e la farsa del golpe Borghese. Roba da ridere. Dov’è il terribile”uomo nero” che voleva rovesciare lo Stato, che intimidiva Pinochet, arruolava i fuoriusciti, era ricercato in mezzo mondo?

Oggi si atteggia a vittima, non sazio neppure dell’insufficienza di prove. E invece, in cambio della lealtà della giustizia “borghese”, lei ci dicesse quelle verità che certamente sa sul livello più alto delle complicità, sull’intreccio politico che era alle spalle delle stragi? Raccolta l’ultima assoluzione, potrebbe vuotare il sacco. Anche per rispondere a quelli che le hanno sempre addossato le colpe di tutto. Ma temo che lei sia tornato a essere un po’”er caccola”: uno che sfugge, che sa e non dice. Un reo perseguitato dalle assoluzioni.

 

Licio Gelli

 

Chi era Stefano Delle Chiaie

Sino alla primavera del 1968, e a partire grosso modo dagli inizi degli anni Sessanta, le caratteristiche del fascismo romano, il più importante e organizzato a livello nazionale, erano state ben diverse. E' possibile, e utile, ripercorrere le tappe fondamentali della sua storia seguendo la vita e l'opera di uno dei più importanti leader, Stefano Delle Chiaie, detto il Caccola (che a Roma vuol dire basso di statura), 34 anni. studente fallito di scienze politiche, ufficialmente di professione assicuratore. Ex segretario della sezione missina del quartiere Appio dal '56 al '58, quell'anno il Caccola aderisce all'organizzazione neonazista Ordine Nuovo il cui fondatore a Roma è un giornalista del quotidiano Il Tempo. Pino Rauti, noto per aver coniato la definizione "la democrazia è un'infezione dello spirito". Nato ufficialmente su posizioni di dissenso dalla linea parlamentaristica del Movimento Sociale, Ordine Nuovo - come del resto tutti gli altri gruppi e gruppetti frazionisti dal MSI - ha in realtàˆ il doppio compito di ancorare ideologicamente i fascisti "puri" e più scatenati al controllo indiretto del partito e nello stesso tempo di assicurare al MSI la copertura necessaria per le sue attività a livello propagandistico-squadrista.

 

Ma questo tipo di servizi non è necessario solo al Movimento Sociale. Quando nel 1960 Stefano Delle Chiaie fonda i GAR (Gruppi di Azione Rivoluzionaria), viene contattato, per tramite di un deputato missino, da un funzionario del ministero degli Interni: siamo ai giorni del governo Tambroni che si regge in parlamento sui voti dell'estrema destra ed è utile che i GAR, i quali sino ad allora si sono limitati ad azioni squadristiche all'interno delle università, programmino un'attività clandestina di appoggio allo stesso governo e alle forze politiche ed economiche che lo sostengono, in previsione dei mesi caldi e dei violenti scontri di piazza che stanno per arrivare. Nel luglio Tambroni è costretto a dimettersi ma la breve esperienza ha convinto molti dell'importante funzione che possono svolgere le squadre fasciste organizzate nei prevedibili, futuri momenti di tensione sociale e di tentativi reazionari.

 

Avanguardia Nazionale

Fondata nel 1962 da Stefano Delle Chiaie. Avanguardia  Nazionale si ispirava al nazismo, aveva come simbolo un rombo con il lati inferiori prolungati (una lettera dell'alfabeto runico). Propagandava la lotta alla democrazia parlamentare, al neo illuminismo, all'alleanza fra il moderatismo cattolico e il riformismo socialista e sosteneva la grande Europa.
Caratterizzata da una ferrea disciplina interna, non ha mai superato i 500 aderenti con le maggiori sedi a Roma, Ancona, Bari, Foggia, Lecce, Massa Carrara, Napoli, Reggio Calabria, Rieti, Taranto, Trento e Vibo Valentia. Ha organizzato campi paramilitari vicino Rieti e in altre località italiane. ( Strano.net)

 

Traffico d’armi e Licio Gelli

Con al centro l’<<agenzia P2>>e della vicinanza del Maestro Venerabile a Stefano Delle Chiaie , parla diffusamente Fausto Baldi. Stefano Delle Chiaie fu arruolato dai servizi segreti argentini su segnalazione di Gelli(?), con incarichi di straordinaria importanza, un rinsaldarsi di quei legami che Gelli aveva avuto negli anni’60, Delle Chiaie dopo tale assunzione stabilisce importanti contatti di affari con gli uomini della P2 per conto dell’Argentina per il quale agisce. A riprova del sodalizio Gelli-Delle Chiaie, a Caracas viene sequestrata una documentazione interessante. Tra questa, una lettera manoscritta del sen Giovanni Lanfrè dell’allora MSI. Nella lettera si ricorda quali affari il Delle Chiaie per conto di Gelli era andato in Argentina a curare, traffico di armi, da navi a carri armati, armi leggere ed esplosivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link

 

Vita e opere der “caccola”

La strategia della tensione

Delle Chiaie alla commissione stragi

I legami con Pinochet

La scheda di Wikipedia

 

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