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Curcio e Moretti |
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A V V E N I N T I I T A L I A N I |
Renato Curcio Nel 1974 i superstiti delle Br sono ridotti ad azioni minori – macchine bruciate a Torino ,
a Pavia e nel Veneto -, mentre iniziano la loro breve e tragica stagione i Nap –
nuclei armati proletari - : nel luglio ricavano 70 milioni da un sequestro (
di Antonio Gargiulo, figlio di un noto medico); il
1° ottobre esplodono ordigni e lanciano proclami da altoparlanti su auto
davanti alle carceri di Milano, Roma e Napoli “ Non abbiamo scelta, o
ribellarci e lottare, o morire lentamente nelle carceri, nei ghetti, nei
manicomi. Rivolta generale nelle carceri e lotta armata dei nuclei esterni”.
In dicembre, i Nap sequestrano a Napoli
l’industriale del cemento Giuseppe Moccia,
ottenendo un grosso riscatto, un miliardo, nello stesso mese in cui si conclude l’altrettanto breve e tragica vicenda del Faro (
Forze armate Rivoluzionarie Operaie), vicino a Potere Operaio (Potop) o a parte di esso. La sua prima rapina nota è del
marzo ’73 ( una banca a Vedano Olona, presso Varese: per tale rapina verrà
anche inquisito Oreste Scalzone. Il commando è dotato di bombe a mano rubate a Brollo
in Svizzera e introdotte in Italia il 16 novembre 1972, da Valerio Morucci allora responsabile del servizio d’ordine di Potop. Seguono altre rapine ed azioni di
tipo militare tutte o quasi sventate dai carabinieri, con molti arresti, uno
degli arrestati, Bruno Valli, verrà trovato morto in
cella, impiccato. Il 1975 quindi inizia col partito armato allo sbando con le forze di
sicurezza all’attacco e mentre Fanfani prepara un
nuovo scontro elettorale frontale sul tema dell’ordine pubblico. E’ in questo
quadro e mentre le Br realizzano la sola brillante
impresa del periodo – la liberazione di Curcio dal
carcere di Casale Monferrato , ad opera di un
commando guidato da Mara Cagol,
18 febbraio 1975 – che si comincia a parlare di Moretti come l’inafferrabile
<< primula rossa >> delle Br che per un
pelo sfugge sempre all’arresto. Per questo negli anni
successivo fu sospettato da molti militanti Br
come una spia dei servizi. Comunque nel settembre ‘
74 è giunto al vertice Br un avvertimento su un
agguato in preparazione. Da chi e perchè non è ancora chiaro. Comunque Moretti viene informato di una telefonata anonima
giunta alla moglie di Enrico Levati ( funzionario della Camera del lavoro di
Torino, già arrestato nelle retate del marzo ’72, rilasciato e riarrestato proprio in questa circostanza), secondo la
quale Curcio il giorno dopo sarebbe stato arrestato
durante l’incontro a Pinerolo con Frate Mitra. Moretti tenta
di contattare Curcio8 che era a Parma). Racconterà poi la serie di disguidi per cui non ci riuscì. E’ un racconto convincente che verrà confermato da Curcio( che
poteva analizzare in libertà, dopo il 18 febbraio, le circostanze del suo
arresto) Egli chiarisce che Moretti tentò in tutti i modi riavvertirlo
<< Arriva a Parma sabato pomeriggio quando noi eravamo già partiti. Non
ci trova e non sa più bene cosa fare. Tenta di rintracciarci nella mia casa di
Torino, dove era venuto una volta, ma non ricorda l’indirizzo e neppure come
fare per arrivarci. Allora prova a ripescare Margherita, che doveva trovarsi
in un’altra casa, ma anche lei era appena ripartita
per non so dove. Come ultima possibilità convoca, in piena notte di sabato,
un gruppo di compagni di Milano e gli dice di creare dei “ posti di
blocco”sulle strade di Pinerolo e Torino per
fermarmi e avvertirmi. Sapeva che ero su una Millecento targata Bologna. Non
sapeva però che non viaggiavo sulle stradi statali, ma su strade bianche e
percorsi miei che non rivelavo a nessuno. Dunque
tutti i tentativi di raggiungermi vanno a vuoto>>. E’ tutto chiaro.
Così come è spiegabile la supposta incertezza di
Moretti, secondo alcune fonti, sull’operazione che avrebbe portato alla
liberazione di Curcio. Era
certamente rischiosa, vi era il rischio di perdere altri militanti per
recuperare uno solo, anche se importante. Alla luce di questi fatti e che non sembrano esserci ombre sul comportamento di Moretti ,
semmai – come sostiene Francesco Biscione – i dubbi
di Moretti sul grado di controllo dei servizi ( ammesso che non sapesse i
sospetti di Franceschini sull’operazione Girasole, o non vi avesse
dato credito) ebbero inizio con la scoperta del << covo>> di via Gradoli e del finto comunicato del lago della Duchessa:
il suo comportamento ne può essere influenzato. Comunque
la vicenda in generale ha risvolti da rivelare. Intanto, come afferma lo stesso Moretti, chi poteva aver avvertito<< è
l’unico mistero della storia delle Br che nessuno
sa spiegare. Posso solo pensare che sia stato qualche magistrato che
simpatizzava per noi, difficile immaginarlo fra i carabinieri o la digos..>> Certo questo non è l’unico mistero delle Brigate rosse, vi
è il caso Moro
e tutte le “stranezze” ad esso collegate, con
Moretti sempre in primo piano. |
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