Curcio,Margherita e il Collettivo politico Metropolitano

 

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Margherita Cagol e Curcio

 

Dopo un lungo periodo di distacco, all’inizio del 1969. il futuro ideologo delle Brigate rosse si riavvicina al movimento studentesco di Trento, nella fase orientata verso l’Università Critica : è il periodo di minor impegno nel lavoro di massa,il progetto di trasformare ideologicamente e politicamente l’università all’interno:”rovesciare la città universitaria, l’università dell’interno:”rovesciare  sulla città. Restituire al proletariato il sapere sociale che gli è stato espropriato”. Sono settimane piene di fervore, di assemblee, seminari. Ricorderà Marco Boato: “è sintomatico che Curcio si sia riavvicinato a noi proprio quando il momento più alto di lavoro teorico coincideva con il momento più basso di lavoro politico di massa”.

La definitiva separazione di Renato Curcio e Mara Cagol dal movimento studentesco trentino matura fra la primavera e l’estate, quando il movimento fa una severa autocritica e il lavoro di massa a livello operaio viene rilanciato in coincidenza con i tragici disordini di Battipaglia. La ripresa della lotta operaia in Fiat, l’ipotesi assai concreta dello scontro d’autunno per il rinnovo dei contratti.

 

Curcio, sua moglie Margherita e altri del gruppo che gravitava attorno a “lavoro politico” si trasferiscono a Milano: il primo contatto con la fabbrica, con i quartieri operai in fermento.

Le lotte studentesche del 1968 non sono passate senza lasciare traccia. Nelle fabbriche spesso viene avvertita come una precisa esigenza il diffondersi di forme di lotta illegali, la violenza sindacale che sarà aspetto caratterizzante del periodo successivo. La spontaneità operaia coglie di sorpresa le organizzazioni tradizionali: in numerosi stabilimenti si creano gruppi o collettivi che pongono in evidenza nei loro programmi il problema della organizzazione rivoluzionaria.

Militanti impegnati politicamente nei comitati unitari di base-CUB- Pirelli, nei gruppi di studio alla Sit-Siemens e della IBM, nei gruppi autonomi dell’Alfa Romeo, nel movimento studentesco, nei collettivi lavoratori-studenti. Gruppi operai e impiegati della Marelli e dei telefoni di stato danno vita al Collettivo politico Metropolitano-CMP- dove Margherita Cagol ebbe grande impegno, 8 Settembre 1969. Quel giorno alcuni comitati di azienda di Milano e Torino e gruppi di lavoratori-studenti redigono un documento ad uso interno dei militanti nel quale si sottolinea come scopo del Collettivo debba essere delle : “ strutture di lavoro indispensabili a impugnare in modo individuale l’esigenza-problema dell’organizzazione rivoluzionaria della metropoli e dei suoi contenuti  ad esempio – democrazia diretta, violenza rivoluzionaria ecc-

 

E’ L’autunno caldo l’inasprimento delle lotte sindacali viene considerato da molti lavoratori-in maggioranza- come la condizione indispensabile per il superamento di una situazione che minaccia di essere senza sbocco. Nel documento del CMP sul” superamento dello spontaneismo e momento di costruzione del processo rivoluzionario” si legge:  le lotte contrattuali,per la dimensione dello scontro ed il livello organizzativo richiesto, e per la funzione che i sindacati e revisionisti vi esercitano, confermano l’impossibilità di  condizionamento, l’unico lavoro possibile è quello di radicalizzare la lotta per favorire il massimo di espressione dell’autonomia operaia rivoluzionaria in termini organizzativi.”

In un lungo rapporto sulla situazione di Milano, del 22 dicembre 1970 al ministro dell’interno Restivo, il prefetto Libero Mazza scriverà:altro gruppo di esclusiva cittadinanza milanese è il “collettivo politico metropolitano”. E’ sorto nel dicembre 1969 per iniziativa di alcuni appartenenti a gruppi della sinistra extra-parlamentare, con lo scopo di costruire un organismo di militanti attivi di base, capaci di impegnarsi fuori dai sindacati e dai partiti, in un lavoro politicamente omogeneo all’interno di situazioni sociali  e nel più generale tessuto metropolitano, esercitando un’azione dialettica che pretende di contribuire alla crescita politica delle masse, all’autonomia delle specifiche lotte sociali e settoriali ed alla loro trasformazione in lotte sociali generalizzate.

Il gruppo conta pochissimi aderenti e nel gennaio 1970 ha pubblicato un opuscolo di propaganda dal titolo Collettivo. I suoi principali esponenti sono Renato Curcio, di anni 30, studente universitario,Corrado Simioni, di anni 37, impiegato alla Mondatori, e Franco Troiani di anni 27, impiegato alla Siemens. Al dichiarato scopo di promuovere “l’autonomia operaia” rispetto alle organizzazioni politico-sindacali di tipo tradizionale, il movimento ha recentemente annunziato la formazione di nuclei, denominati” Brigate rosse”da inserire nelle fabbriche”.

Fonte: Imputazione a banda armata

 

 

 

 

 

 

 

 

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Renato Curcio e Mara Cagol

Da Trento  all’arresto di Renato Curcio

Nome di battaglia : Mara

 

 

 

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