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Corrado Carnevale |
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A V V E N I M E N T I I T A L I N I |
Corrado Carnevale…amico della mafia Concorso esterno in associazione
mafiosa. Questa è l' accusa che pende sul capo di
Corrado Carnevale. Sarà infatti un processo, fissato
per il 22 giugno prossimo, a decidere se l'ex presidente della prima sezione della
Corte di Cassazione è davvero un giudice "ammazzasentenze". E non
solo. Corrado Carnevale ha saputo subito
del verdetto del gip Fasciana, che ha deciso il suo
rinvio a giudizio dopo avere ascoltato l'accusa, rappresentata dal
procuratore aggiunto Guido Lo Forte e dal sostituto Gaetano Paci, e la difesa
dell ex presidente della prima sezione della
Cassazione. Il magistrato non ha voluto rispondere alle domande dei
giornalisti che hanno atteso fino a tarda sera l'esito dell'udienza
preliminare ma il suo legale, l'avvocato Salvino Mondello - genero di
Carnevale - ha sostenuto di essere "deluso" dalla decisione del
giudice Fasciana "perché ritenevamo che non c'erano i presupposti per il rinvio a giudizio". Più volte ascoltato dai giudici
palermitani, Carnevale ha sempre negato di avere "aggiustato"
processi sostenendo di avere applicato sempre la legge. In numerose
intercettazioni telefoniche ha più volte espresso pesanti giudizi sui
colleghi magistrati che avevano istruito i processi di mafia che lui
annullava: tra questi anche il giudice Giovanni Falcone. Dopo una serie di
indagini tra il '91 e il '92 per le quali fu
prosciolto, l'"ammazzasentenze" finì nel mirino dei pm di Palermo
un anno dopo l'uccisione de l'eurodeputato dc Salvo
Lima. Dopo una prima richiesta di archiviazione, da Roma e Firenze giungevano
nuovi atti, intercettazioni e testimonianze di pentiti che nel ' 95 riaprirono il fascicolo contro l'
"ammazzasentenze". Le tappe del processo e
delle indagini Passo per passo le accuse al
magistrato. Gli intrecci col processo Andreotti Le indagini sull'
ex presidente della prima sezione della Cassazione Corrado Carnevale
furono avviate nel marzo del 1993, un anno dopo l' uccisione
dell'eurodeputato della Democrazia Cristiana Salvo Lima. Il 3 aprile del '95
la procura di Palermo chiese l' archiviazione del
procedimento ed il gip la accolse. Ma il 26 aprile di tre anni fa il
procuratore della Repubblica a Roma trasmise ai colleghi di Palermo una serie
di atti che riguardavano Corrado Carnevale, in particolare intercettazioni
telefoniche dalle quali emergevano i rapporti tra il magistrato ed alcuni
"indagati romani", mentre da Firenze giungevano anche le
dichiarazioni rese dal collaboratore Gaspare Mutolo, secondo cui Carnevale
era "avvicinabile" per i boss di Cosa nostra. Il 29 aprile del 1995 Carnevale era
nuovamente iscritto nel registro degli indagati di Palermo. Sono 15 i pentiti
che insieme al dichiarante Giovanni Brusca ricostruiscono, agli atti dell' accusa, l' "alta considerazione" in cui l'
ex presidente della prima sezione veniva tenuto da Cosa nostra. Di Carnevale
parlano, fra gli altri i pentiti Balduccio
Di Maggio, Francesco Marino Mannoia, Mario Santo Di Matteo e Pasquale
Di Filippo. Per tutti i collaboratori di giustizia, "era pacifico",
"assodato", che il vertice mafioso avesse un filo diretto con il
presidente Carnevale e fosse dunque in grado di influire sulle sentenze dei
processi di mafia. Pur con una sua struttura autonoma
il processo a Corrado Carnevale è legato strettamente all' impianto
accusatorio di quello a carico di Giulio Andreotti.
Il nome di Carnevale, infatti, ritorna ripetutamente negli atti processuali
che riguardano il senatore. L' ex presidente della
prima sezione della Cassazione viene indicato come lo snodo operativo -
secondo le ricostruzioni della pubblica accusa- in grado di dare uno sbocco
"tecnico" ai processi, al loro "aggiustamento". Varie
indagini hanno scandagliato i rapporti tra Andreotti e Carnevale, hanno
ricostruito le loro occasioni di pubblico incontro, ad esempio in occasione
del premio letterario "Fiuggi". Ancora si è cercato di stabilire se
Carnevale abbia o meno ricevuto appoggi politici dal
senatore nella sua carriera e se Andreotti od il suo entourage abbiano
influito sull' iter di assegnazione dei processi presso 6 aprile
1998 |
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