Brigate rosse; norme di sicurezza e stile di lavoro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A

V

V

E

N

I

M

E

N

T

I

 

I

T

A

L

I

A

N

I

 

A

V

V

E

N

I

M

E

N

T

I

 

I

T

A

L

I

A

N

I

 

 

A

V

V

E

N

I

M

E

N

T

I

 

I

T

A

L

I

A

N

I

 

 

 

 

 

 

Un documento redatto dalle Brigate rosse ad uso e consumo dei militanti, presumibilmente stilato alla fine del ‘72 inizio ‘73.

 

La casa

La casa è un bene dell’organizzazione che viene affidata in dotazione al militante. Essa deve essere gestita secondo regole precise, inderogabili e uguali per tutti. Ogni casa deve essere frequentata esclusivamente dai militanti che ci abitano e conosciuta da un altro membro dell’organizzazione o della colonna precedentemente designato. Quest’ultimo dovrà recarsi in questa casa solo per ragioni di particolare necessità discusse nella colonna o nell’organizzazione. E’ ovvio, ma purtroppo necessario, ribadire che nessun’altro ( familiare, compagni legali di brigata ecc…) deve conoscere né la casa d’abitazione, né la zona dov’essa è ubicata.

La tecnica di portare un compagno nella propria struttura con gli occhi bendati va rivista e usata solo – dopo averne discusso in  colonna, col compagno responsabile della colonna – in casi di assoluta emergenza. Quando un compagno prende possesso, di una casa dell’organizzazione il suo primo compito è quello di costruirsi. Nei minimi dettagli, come una “figura sociale” ben definita. Ad esempio decide di presentarsi come operaio Fiat, o come professore, o come rappresentante o come geometra, sposato o non, convivente col fratello, col collega ecc… Il ruolo che ogni compagno si è assunto deve poi manifestarsi correntemente nella vita di tutti i giorni.

Se ad esempio si è assunto il ruolo di artigiano bisognerà uscire di casa prima delle otto del mattino, e non rientrarci prima delle 12.30 e riuscire alle 14 e rientrare alle 19 o dopo. Ciò significa che ogni compagno si deve organizzare il proprio lavoro 8 appuntamenti, inchieste, ecc..) secondo orari precisi.

Va detto che il ruolo assunto da ogni compagno va studiato attentamente per poter giustificare l’eventuale irregolarità del proprio comportamento.

Per principio ogni militante deve presentarsi con aria rassicurante e gentile con i vicini di casa, ma è assolutamente necessaria una stretta riservatezza. La casa deve essere scelta con particolare cura:

La Strada deve presentarsi ad un facile controllo da parte del militante e ad un controllo scoperto da parte del potere: cioè possibilmente non deve essere vicina a bar, luoghi pubblici di vario genere come negozi, istituti, e magazzini ecc….

Il Padrone in ogni caso non dovrà mai abitare nello stesso palazzo in cui noi affittiamo o comperiamo. Nel caso in cui si affitta una casa, prima di stipulare il contratto occorre valutare a fondo i tratti caratteriali del padrone e rinunciare senza alcun dubbio, nel caso in cui manchino sufficienti garanzie di tranquillità e di fiducia reciproca.

La casa deve essere proletaria, modesta, pulita, ordinata e completamente arredata del necessario. Essa deve comparire all’esterno come una casa decorosa ( tendine, lampadario all’ingresso,zerbino, nome sulla porta ecc…)

In ogni casa ci devono essere:

- i documenti della stessa. Il contratto d’affitto o di acquisto;

- il documento servito per l’acquisto deve essere privato della foto;

- una radio e/o il televisore;

- il necessario per vivere per almeno due militanti.

Le bollette della luce, riscaldamento, gas, ecc, devono essere una volta pagate, IMMEDIATAMENTE distrutte o depositate in cassa e per nessun motivo più spostate dalla loro custodia ( insieme al contratto d’affitto o il rogito  ecc…)

In caso di abbandono della casa per motivi di sicurezza questi documenti devono essere lasciati lì. Spostarli potrebbe significare mettere a repentaglio un’altra struttura e collegarle tra loro. Il potere tanto, nel caso in cui scopra una casa, entra immediatamente in possesso della copia di tutti i documenti della stessa. Eventuali chiavi, in essa contenute non devono portare, nemmeno incise, indicazioni di città o di luoghi precisi. Se nella casa esiste materiale dell’organizzazione ( timbri, documenti politici, schede, armi, ecc…) esso va conservato in valigie pronte per un evacuamento rapido. Prima di ogni azione o in periodi di allerta tutto deve essere raccolto e pronto per il trasferimento. Ogni mese la casa deve essere ricontrollata in tutto il suo contenuto e pulita del materiale inutile,pericoloso o compromettente. Particolare attenzione va fatta per i foglietti scritti a mano che devono essere immediatamente tradotti in schede e poi bruciati. Occorre imparare a conservare solo l’indispensabile per il nostro lavoro. Quintali di carta è impossibile poterli evacuare rapidamente e come è puntualmente successo in caso di caduta della base servono solo al nemico per ricavarne informazioni alle indagini. Quando un compagno subentra ad un altro in una casa e si affianca ad un altro ha il dovere di controllare tutto il materiale in essa contenuto per poterne essere in tutta responsabilità corresponsabile. Il compratore o l’affittuario della casa deve essere il compagno che ci abita. Quando il compagno cade la casa va immediatamente lasciata e tenuta d’occhio. Appena si è sicuri che il pericolo è passato è obbligatorio venderla poiché su un compagno caduto l’organizzazione non ha più controllo.  Ogni casa comprata o affittata va rinforzata e in particolare la serratura va sostituita con serrature di sicurezza antifurto. Occorre far particolare attenzione ai rumori ( radio, macchine da scrivere.. ecc..) che dopo una certa ora possono disturbare o insospettire i vicini. La spesa non va fatta nel quartiere di residenza, Lo stesso vale per l’acquisto dei giornali; i bar e le trattorie della zona vanno assolutamente evitate. Deve diventare abitudine di ogni compagno quella di guardare spesso lo specchietto retrovisore della macchina. In particolare ogni qualvolta si rincasa o ci si reca in qualsiasi struttura dell’organizzazione occorre accertarsi di non essere seguii. E’bene prendere l’abitudine di compiere qualche giro vizioso appositamente studiato per verificare in modo sicuro di non essere pedinati. Alla prima sensazione di insicurezza nella propria struttura di abitazione occorre segnalare il fatto al membro dell’esecutivo per valutare insieme la portata del pericolo.

La macchina

Anche la macchina è un bene che l’organizzazione da in dotazione al compagno. Egli è dunque responsabile della sua manutenzione. I documenti della macchina vanno accuratamente controllati al momento della consegna per verificare eventuali imperfezioni. Essi vanno inoltre periodicamente controllati tenendo presenti  le varie scadenze dei  bollo, della patente, dell’assicurazione ecc….

La macchina va usata con criterio e non distrutta in breve tempo, deve essere tenuta in perfetta efficienza sia nella parte meccanica che della carrozzeria. Occorre inoltre che in genere la si tenga pulita ( lavarla ad un autolavaggio ci si impiega 5 minuti).

La macchina all’interno deve figurare ordinata. Non devono esserci accumulati giornali di ogni genere, volantini o cartacce. Ogni sera occorre togliere l’eventuale autoradio, mangianastri, o altro che possa attirare l’attenzione dei ladruncoli. La macchina non deve essere prestata mai a nessuno, salvo in casi di assoluta necessità. I documenti della macchina non devono essere usati per nessun’altra  funzione, né devono essere conosciuti dai compagni delle forze regolari.

Occorre avere un controllo assoluto su chi, tra le forze regolari con cui si lavora, conosce la propria macchina. E’ bene ricordare che la macchina è lo strumento più facile per l’identificazione dei compagni e delle loro abitazioni, per cui essa va in un parcheggio accuratamente scelto vicino a casa e usata con accortezza e le necessarie cautele nei lavori quotidiani.

In caso di incidente è necessario valutarne subito sul posto la gravità. Se si tratta di cosa lieve: bisogna lasciar perdere e assumersi la responsabilità del fatto ed eventualmente pagare. In particolare se l’incidente è avvenuto nei pressi di una struttura d’organizzazione occorre far di tutto per arrivare ad una conciliazione.

Se invece l’incidente è grave: raccogliere i documenti della macchina, compresi bolli sul parabrezza, togliere eventuale materiale compromettente e mettersi in salvo con ogni mezzo prima dell’arrivo della polizia. In seguito, se possibile, recuperare le targhe per non lasciar alcuna traccia. Viaggiando evitare ogni occasione di litigio; guidare con estrema prudenza e totale rispetto delle norme del codice stradale. Da un fatto banale possono nascere le peggiori conseguenze. Le macchine vanno cambiate nel modello e nel colore con relativa frequenza, anche se si ritiene che non siano “bruciate”. Infatti è già successo che la polizia fosse a conoscenza della macchina su cui viaggiavano nostri compagni.

Salvo necessità particolari le macchine devono essere di cilindrata media o anche per necessità strettamente urbane utilitarie. Il costo che ci procura il parco macchine è infatti altissimo e laddove è possibile ridurlo, senza limitare il lavoro politico è necessario ridurlo.

Stile di lavoro delle forze regolari

Il lavoro politico di ogni compagno si svolge all’interno di una colonna. Tutti i rapporti politici devono dunque essere controllati e valutati.

Appuntamenti. Non si deve mai andare ad un appuntamento o fare un lavoro particolare senza che qualcun altro dell’organizzazione ne sia al corrente. In particolare per contatti con nuovi elementi esterni all’organizzazione è necessaria una discussione preventiva coi responsabili della colonna. E’ necessario anche discutere la necessità di predisporre misure di sicurezza adeguate al caso.

Ogni contatto deve essere regolato secondo un modo prestabilito.

Nel caso in cui salti un appuntamento ne deve essere fissato un altro automaticamente , in modo permanente. Questa norma può essere usata anche come misura di sicurezza, soprattutto qualora un rapporto non sia ancora completamente verificato. Cioè: si può <<saltare>> appositamente un appuntamento e mandare un compagno a perlustrare la zona dell’incontro.

Per nessun motivo i compagni delle forze regolari devono frequentare le case dei compagni irregolari o di militanti non completamente esterni all’organizzazione. I luoghi egli appuntamenti quindi vanno studiati precedentemente e conosciuti nei minimi particolari. Ogni luogo deve avere le seguenti caratteristiche: essere controllabile e ammettere una eventuale ritirata precedentemente verificata e predisposta. Se ad esempio il luogo è un bar, esso dovrà avere una finestra, un cesso o un retro dal quale sia possibile fuggire e portarsi alla macchina appositamente parcheggiata.

E’ necessario arrivare un po’ in anticipo agli appuntamenti per poter perlustrare la zona per evitare di essere visti con la propria macchina che deve essere posteggiata tenendo appunto presente l’eventualità di una fuga. Ogni militante deve avere luoghi di appuntamento. Fa parte del suo lavoro. E’ necessario inoltre evitare di ripetere gli appuntamenti negli stessi luoghi o per lo meno variarli con una certa frequenza. Vanno evitati i parchi pubblici, luoghi  molto affollati,luoghi vicini a banche o istituzioni militarizzate. E’ preferibile incontrarsi nell’hinterland.

E’ necessario ribadire che nel caso in cui salti un appuntamento con le forze regolari è meglio perdere alcuni giorni per ristabilire il contatto piuttosto che commettere imprudenze.

Se salta un contatto tra forze regolari si avvisa immediatamente l’organizzazione e scatta l’allarme. Per nessun motivo si deve andare alla casa del compagno che ha mancato all’appuntamento ( vi si può trovare la polizia in attesa). Sarà quest’ultimo che dovrà riprendere con urgenza i contatti. Nel nostro lavoro occorre evitare di saltare qualunque appuntamento e arrivare in ritardo perché ciò crea disorganizzazione e problemi di sicurezza per i compagni e di riflesso per tutta la colonna.

Rapporti con la legalità

Sono il punto debole di tutto il nostro lavoro. L’accerchiamento periferico avviene infatti a partire da quelle zone legali che si sospetta siano in contatto con l’organizzazione: mogli, famigli, avanguardie politiche che si espongono nel loro lavoro ecc…. Dobbiamo dare per scontato che a partire da questi punti il nemico cercherà di giungere ai compagni clandestini. E necessario dunque regolamentare questi rapporti nella maniera più rigida. Tutte le nostre precauzioni non servirebbero a nulla se anche da parte dei legali non venissero attuate norme  di sicurezza analoghe. E’ possibile accettare questi rapporti solo s predisposti in modo reciproco e controllato dall’organizzazione. In particolare si deve chiedere ai compagni delle forze irregolari di assumersi  le responsabilità del contatto e di discuter le norme di sicurezza. Lo stesso discorso vale – a maggior ragione – per i familiari. Nei rapporti con questi ultimi inoltre vanno tenuti presenti i tempi politici del lavoro dell’organizzazione e cioè:

-prima e dopo le azioni, grosse o piccole che siano non si possono avere rapporti;

-quando la repressione colpisce le zone legali occorre tenersi nel modo più assoluto lontani da esse;

-bisogna avere cura di costruire alibi resistenti ai legali qualora si trascorra con essi un periodo di                tempo;

-  In ogni caso questi rapporti vanno discussi nelle modalità della loro attuazione con i responsabili delle colonna.

Cura personale

Ogni compagno deve essere decorosamente vestito e in ordine nella persona: barba fatta, capelli curati e tagliati ecc…

E’ bene girare con non più di due documenti e cioè la patente ed una carta d’identità non legata ad  alcunché. Sulle nostre agendine occorre avere cura di stracciare gli appuntamenti passati e i futuri devono essere segnati in codice personale.

Bisogna avere con sé solo il materiale strettamente necessario al lavoro che si sta conducendo. Non bisogna per nessun motivo tenere scritti numeri di telefono, neppure in codice. Qualsiasi numero lo si può trovare sull’elenco del telefono oppure basta chiederlo al 110. Ogni militante dovrà portare la propria arma con se.

In caso di arresto

Subito si declinano le generalità del documento di cui si è in possesso. Solo davanti al magistrato si declinano le proprie generalità. Ogni militante deve rifiutarsi di rispondere a qualsiasi domanda. La rivendicazione della propria identità politica è un fatto successivo che possibilmente verrà concordata con l’organizzazione. La propria identità politica verrà invece rivendicata immediatamente qualora si cada in un’azione, qualunque sia.

Nei riconoscimenti è bene riuscire a scambiarsi di posto con qualche carabiniere accanto, poiché spesso il riconoscimento è già prestabilito.

E’ molto importante per l’organizzazione nel suo complesso riuscire a non farsi fotografare o tantomeno riprendere in tv. Spesso questi fatti hanno causato la caduta di strutture d’organizzazione.

fonte “BR imputazione Banda armata

 

 

 

 

 

 

 

Link

 

 

 

Brigate rosse. Iniziarono così

Brigate rosse. Tecniche di guerriglia

Gli espropri proletari

Le Brigate rosse si autodefiniscono

 

 

 

Invia ad un amico

 

 

 

 

Inviaci i tuoi commenti e/o informazioni sull’argomento

rondarossa@tiscali.it

 

Avvenimenti italiani

rondarossa@tiscali.it