Le Brigate rosse e i sequestri del 1981

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ciro Cirillo

 

La sequenza di quattro rapimenti nella primavera –estate del 1981 appare come un indicatore dell’efficienza delle Brigate rosse; il 27 aprile, Cirillo; il 20 maggio Taliercio; il 1° giugno Sandrucci; 11 giugno Roberto Peci. Cirillo, assessore ai lavori pubblici della Regione Campania, è intimo di Gava, legato a Piccoli, l’ingegner Taliercio è il direttore del Petrolchimico di Marghera, famoso per le << morti bianche>> da avvelenamento sul lavoro, Sandrucci è dirigente dell’Alfa. Roberto Peci è il fratello del più famoso Patrizio, primo pentito delle Brigate rosse.

Il modello delle operazioni sembra quello << artigiano >> del caso D’Urso, citato da Moretti:ottenere un risultato in cambio del rilascio. In generale la pubblicazione dei comunicati dei brigatisti. In particolare per Cirillo le Brigate rosse ottennero un riscatto, circa un miliardo e mezzo, almeno così si determinò, per Sandrucci, la brigate delle Br Walter Alasia avrà breve prestigio sul piano sindacale. Entrambi verranno rilasciati. Tagliercio e Peci vengono uccisi. Dozier, il generale americano verrà liberato nel 1982, dopo un Blitz delle forze speciali, e segnerà la fine delle Brigate rosse come presenza nazionale

Tra i primi quattro, il sequestro Cirillo è il più indicativo per corroborare la tesi di fondo di questa trattazione sul ruolo dei servizi segreti, che partecipano alla trattativa insieme alla malavita organizzata, la nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo . La riflessione sui rapporti fra terroristi e malavita organizzata aveva portato a una teorizzazione che i fondatori delle Br, detenuti, fanno risalire all’espressione di Marx <<l’albero del peccato >>,usata nella << Digressione sul lavoro produttivo >>in Manoscritti  del 1861-63: << Il delitto sottrae una parte dell’eccessiva popolazione del mercato del lavoro. Diminuisce così la concorrenza tra gli operai. Il criminale appare cos’ uno dei fattori naturali di equilibrio che aprono una prospettiva di utili occupazioni. Il delitto chiama in vita sempre nuovi mezzi di difesa, dispiegando così un’azione produttiva simile a quella esercitata dagli scioperi sull’invenzione delle macchine. Dal tempo di Adamo. L’albero del peccato non è nello stesso tempo l’albero della conoscenza?>>

Da questa prosa, anche ironica, viene dedotto un rapporto tra narcotraffico e malavita organizzata: << La droga è una strategia politica gestita dall’imperialismo per catturare al mondo  dell’oblio le coscienze sovversive, o potenzialmente tali, dei giovani proletari metropolitani. Mafia e ndrangheta sono organizzazioni di massa storicamente consolidatesi. La camorra in via di disgregazione, sopravvive solo in alcune zone della Campania e delle Puglie, ma non ha più , o meno legame politico di qualche anno fa. Potere politico e vertici di mafia e ndrangheta sono invece legati strettamente. Il perno centrale sono regioni, comuni, aziende di Stato, lavori pubblici. Col procedere della crisi e il taglio della spesa pubblica sta definitivamente tramontando il tempo delle vacche grasse. Questo vuol dire che si verifica anche uno spostamento delle attività verso pratiche extralegali a livello individuale o di piccolo gruppo che si autonomizzano dalle organizzazioni mafiose… C’è da tener conto dell’origine proletaria rurale e urbana della base di massa delle organizzazioni mafiose e dell’importanza di questo fattore dentro la crisi che stanno subendo e sempre più subiranno queste organizzazioni>>.

Questa analisi è del 1981, e viene pubblicata all’inizio del 1982, con l’inizio della sconfitta. In realtà quelle organizzazioni non sono affatto in crisi. Le vacche grasse continuano. Anche la camorra è legata alla politica e si constata proprio con il rapimento Cirillo ( a cui era affidata la gestione dei fondi per la ricostruzione del terremoto nell’Irpinia), l’intreccio di connivenze sugli appalti per le opere pubbliche. Alla fine di complesse trattative Cirillo verrà liberato in luglio. Dopo come detto con il pagamento di un riscatto ci un miliardo e mezzo divisi tra le Brigate rosse e la camorra e l’impegno comune a colpire funzionari pericolosi per entrambi ( vedi Ammaturo capo della squadra mobile di Napoli ucciso da un commando delle Br il 15 luglio 1982  nell’attentato perì anche il suo autista Pasquale Paola). Al momento del sequestro Cirillo  erano stati uccisi l’autista Mario Cancello e il brigadiere Luigi Carbone, gambizzato il segretario dell’assessore Ciro Fiorillo.

A giugno di quel 1981 si colloca la vicenda di Natalia Ligas, la brigatista della colonna napoletana che assumerà valore emblematico nella scissione delle Brigate rosse. Il 19 giugno le Br sparano all’avvocato Antonio De Vita, legale di Patrizio Peci con lo scopo, afferma il comunicato, dell’<<annientamento fisico>> fallito << per motivi tecnici>>. La Ligas, ferita dopo l’attentato, viene ricoverata, come emergerà un anno dopo , nella clinica Salus del senatore del Psi, Domenico Pittella, per sollecitazione dell’avvocato Sorrentino, anche lui socialista che fuggirà poi in Francia per sottrarsi all’arresto.

Veniamo al sequestro Sandrucci, che dirà di essere stato trattato correttamente. Viene rilasciato su una macchina, parcheggiata presso l’Alfa, dotata di un altoparlante, che trasmette canti della tradizione operaia. L’azione sarà criticata dai leader detenuti in un documento datato Palmi, ottobre 1981, dal titolo” Contro la Walter Alasia centralità operaia e proletariato metropolitano”

Nell’estate 1981, i colpi di coda delle Brigate rosse portano ad alti due omicidi, Taliercio e Peci. Cutolo dice: << Ho salvato la vita a Cirillo. Sapevo che mi promettevano na montagna di chiacchiere. Ma non ho potuto dire di no. Le Brigate rosse( gli incontri avvenivano sempre all’interno del carcere), mi offrirono anche la vita dell’ingegner Taliercio e di Roberto Peci in cambio della pubblicazione di documenti su una rivista tedesca. Passai la richiesta agli intermediari di Cirillo, ma mi risposer che a loro Taliercio e Peci non interessavano>>

Si può dubitare di quanto afferma il boss della camorra. E’ certo che si continuò a trattare per Cirillo e solo per Cirillo, anche dopo che il cadavere dell’ingegner Taliercio era stato portato in macchina davanti al Petrolchimico( 10 luglio) e mentre si girava il video dell’esecuzione di Peci, forse un’allusione al video su Moro, una sorta d salvacondotto per le Brigate rosse.

Queste conludono la campagna coi comunicati sulle due esecuzioni: per Taliercio  << gli avvoltoi borghesi, i corvi revisionisti e le cornacchie radicali si troveranno ad aver lavorato ancora una volta invano. Il proletariato non si dividerà mai sulla giusta fine che meritano di fare i servi della borghesia come Taliercio e gli infami come Peci>>.

Il giovane aveva scritto una lettera al fratello Patrizio: << Sai bene che non puoi dichiararti pentito perché prima di parlare tu hai voluto garanzie da parte dei Carabinieri e hai trattato perchè non voleva stare in galera, hai voluto da Dalla Chiesa un tanto al mese per sopperire alle spese che dovevi sostenere in carcere e quando hanno consentito alle tue richieste( una nuova vita all’estero con dei soldi) hai denunciato i compagni. Dopo hai sempre fatto quello che hanno voluto i carabinieri>>.

Il comunicato Br chiude la campagna primavere-estate: << L’unico rapporto della rivoluzione proletaria con i traditori è l’annientamento. Morte al traditore Roberto Peci. Il processo è concluso e la condanna a morte è la giusta sentenza che emettono le forze rivoluzionarie che l’hanno processato>>.

La vicenda Dozier è più complessa. Reagan è indignato perché in un paese alleato, un generale USA viene rapito da << quattro vagabondi>> I servizi italiani questa volta debbono chiudere la partita, ma temono che il generale possa restare ucciso in un tentativo  di liberarlo.

Secondo Savasta << il sequestro è stato progettato in una riunione dell’esecutivo Br due   mesi prima a Milano, in via Verga 22. C’eravamo io, Barbara Balzarani, Lo Bianco e Novelli. >>

Il generale Dozier verrà liberato dopo un’incursione dei Nocs il 28 gennaio a Padova, con la liberazione di Dozier inizia il declino delle Brigate rosse e la fine degli anni di piombo.

Fonte: Piombo Rosso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La tragica fine di Roberto Peci

Il caso Cirillo

Il primo sequestro politico delle Brigate rosse

 

 

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