Giulio
Andreotti assolto per aver commesso il fatto
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utile: Mafia e politica
Immaginate
se, un giorno, alla fine dell’anno scolastico, vostro figlio portasse
a casa una pagella con tutti 3,4 e 5. Coronati in fondo ,dall’annuncio
trionfale “promosso”. Ecco : più o meno lo stesso
stupore coglie chiunque legga le cinquemila pagine della sentenza della V
sezione del Tribunale di Palermo. Presidente
Francesco Ingargiola, che il 23 dicembre 1999 ha assolto Giulio Andreotti dall’accusa di associazione
per delinquere di stampo mafioso.
Un’assoluzione
in base al comma II dell’articolo del
codice di procedura penale, il che, come appare chiaro
dalle motivazioni depositate il 16 maggio 2000, equivale all’insufficenza di prove.
I giudici
che hanno assolto Giulio Andreotti, infatti, hanno
ritenuto provate moltissime accuse portate in aula dai pm
Giancarlo Caselli, Guido Lo Forte, Roberto Scarpinato
e Gioacchino Natoli.
Andreotti
era amico di un bel po’ di mafiosi,incontrò un boss a quattr’occhi in una saletta
d’albergo; visitò Michele Sindona mentre era
latitante (Sindona non Andreotti),
prendeva ordini da Licio Gelli, è addirittura “possibile”
il suo incontro nel 1980 con il boss Stefano Bontate
raccontato da Francesco Marino Mannoia, ed è un mentitore professionista (Andreotti non Mannoia), avendo
raccontato almeno 32 bugie su aspetti diversi e decisivi delle accuse che la
procura gli muoveva.
A cominciare dalla sua affettuosa amicizia (sempre sdegnosamente
negata) con i cugini Salvo. Andreotti mentì persino sul
povero Gen Carlo Alberto dalla Chiesa, quando fu
chiamato a testimoniare, sotto giuramento, al maxiprocesso a Cosa Nostra.
Ma come si
sa , purtroppo le sentenze non le legge nessuno. Così
il sen a vita passa da martire della malagiustizia,
se la tira da cristiano modello e alla sua veneranda età fonda un nuovo partito
in società con Sergio D’Antoni, l’ex leader della Cisl.
Giugno
2001 “ La Repubblica delle banane” di Peter Gomez e Marco Travaglio
La
sentenza dell’assoluzione del Sen Giulio Andreotti è possibile ottenerla, è deposita presso il
tribunale di Palermo e ogni cittadino ha la possibilità di leggerla, è una
lettura alquanto lunga ma estremamente interessante…..
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