CONTRO LA FINANZIARIA DI GUERRA
TAGLIAMO LE SPESE MILITARI
AUMENTIAMO LE SPESE SOCIALI


I frutti avvelenati della finanziaria

Siamo in una situazione di grande incertezza. Le politiche neoliberiste stanno dando i loro frutti avvelenati: gli stipendi valgono sempre meno, aumenta la precarietà del lavoro, ricominciano i licenziamenti e anche il più grande gruppo industriale del paese, la Fiat, rischia la chiusura. Come se non bastasse, i padroni del mondo ci propongono la guerra infinita. Il governo, invece di dare un po' di sicurezza ai cittadini, continua sulla stessa strada e toglie ai poveri per dare ai ricchi, aggravando la crisi sociale. Ma il loro modello è fallito. Per questo è necessario mobilitarsi contro la finanziaria. Fermare questo governo è possibile.

Meno tasse?

Oggi i salari crescono seguendo l'inflazione programmata, cioè un indicatore falso. Quest'anno la finanziaria dice che i prezzi cresceranno solo dell'1,4%, cioè che rimarranno praticamente immutati. Per sapere che è una bugia basta fare la spesa.
In realtà, l'inflazione vera è il doppio.
La diminuzione delle tasse è mediamente dell'1%: non si recupera nemmeno l'aumento dei prezzi. Ma - si potrebbe dire - sempre meglio che niente. Purtroppo, invece, il risparmio anche minimo (chi guadagna attorno ai vecchi 25 milioni di lire l'anno avrà un vantaggio di meno di 12 Euro al mese) non basterà nemmeno a coprire le spese maggiori dovute ai tagli alla sanità e ai ticket sulle medicine, alla scuola, ai servizi sociali.

I regali agli evasori

Ovviamente, c'è qualcuno che ci guadagna davvero: i soliti. Ad esempio, chi ha evaso le tasse, che potrà accedere al "condono tombale", cioè: pagaci una piccola percentuale di quel che avresti dovuto, e noi in cambio ti sospendiamo qualunque procedimento, provvedimento, controllo; e se per caso volessi imbrogliare anche negli anni prossimi, potrai fare il "concordato preventivo". E' scandaloso! Chi paga per tutti? I lavoratori dipendenti, ovviamente!!! E i piccoli tagli alle tasse di quest'anno per le fasce medio-basse, precedono quelli enormi per le fasce alte e altissime: dal 45% di aliquota si passerà, per loro, al 33%. Per compensare queste perdite, bisogna smantellare lo Stato Sociale e tagliare un po' ovunque.

I tagli ai servizi

Questa finanziaria taglia del 2% le risorse agli enti locali, non copre l'adeguamento biennale dei contratti pubblici, blocca le assunzioni (anche quelle già previste) e anzi invita esplicitamente al licenziamento. Impone poi il blocco della spesa, e obbliga le regioni a fare lo stesso con ospedali, aziende sanitarie e gli altri enti preposti ai servizi, con l'estensione a questi ultimi del cosiddetto "patto di stabilità interno". Insomma, gli enti locali dovranno scegliere se comprimere i salari, rinnovare il turn-over, o tagliare del tutto alcuni servizi per "affidarli" al mercato.
E poi il governo, furbescamente, dirà che è colpa dei comuni o delle regioni.

Nel mirino scuola e sanità…

Altre cose sono molto chiare, come i 158 milioni di euro in meno alla scuola, l'innalzamento dell'orario frontale per i docenti di ruolo, e la conseguente diminuzione delle possibilità occupazionali per gli oltre 10.000 precari della scuola. Professori e personale tecnico fuori ruolo per gravi motivi di salute, se non accetteranno di "transitare in altre amministrazioni" (e se non guariscono) saranno licenziati. Il numero degli insegnanti di sostegno viene drasticamente diminuito, si cedono ad aziende esterne le pulizie delle scuole, si licenziano 9600 bidelli. A pagarne le spese saranno, ovviamente, la qualità dell'insegnamento e gli studenti.
La sanità vede tagli per 3 miliardi di euro. Il ticket per le cure termali raddoppia, e non si elimina, come previsto, quello per l'assistenza specialistica e per la diagnostica. I manager avranno come unico compito quello di tagliare o verranno licenziati: addio macchinari nuovi, servizi innovativi, potenziamento di quelli esistenti.

…pensioni e lavoro

L'anno scorso il governo aveva previsto l'aumento a un milione di lire delle pensioni minime a più di due milioni di persone.
Ne hanno beneficiato, in realtà, circa 400.000 persone in meno. E il peggio deve ancora venire: si sta lavorando ad una normativa europea che inviterà a tagliare definitivamente il sistema pensionistico, in modo da scaricare le colpe fuori dall'Italia.
Il lavoro non è nemmeno citato
(se non per i tagli e i licenziamenti), ma perché è ben presente nei provvedimenti di delega, nel famigerato libro bianco, nel patto per l'Italia: la modifica dell'articolo 18, ennesimo passo
verso una sua eliminazione, è uno dei punti forti.

Mancano Sud e ambiente

Manca qualsiasi forma di intervento per il Mezzogiorno in grado di aggredire la disoccupazione, bloccare il processo di desertificazione produttiva: la spesa pubblica per il meridione d'Italia è scesa del 3,5%. Sono ridotte e annullate le risorse per i prestiti d'onore, gli LSU e gli accordi di programma. Gli unici stanziamenti sono per le imprese, che già in questi anni hanno ricevuto migliaia di miliardi di incentivi senza creare nuovi posti di lavoro. Come per l'ambiente: poco e malissimo, perché per il resto già ci pensano le "deleghe": opere devastanti, cemento selvaggio, via libera a decine di migliaia di nuove antenne e al loro elettrosmog, nuove centrali elettriche private, svendita dei beni pubblici e ambientali, stravolgimento delle leggi.

CONTRO LA FINANZIARIA

- Blocco delle tariffe contro gli aumenti
- Salario sociale per i disoccupati
- Aumento delle pensioni medio-basse
- Recupero dell'inflazione reale e salari europei
- No alla chiusura della Fiat e sua nazionalizzazione
- Abbattimento delle spese militari, no alla guerra
- Articolo 18, ambiente e scuola per tutti con i referendum sociali
- Diritto alla casa; contributo sociale per gli affitti.

Domenica 1° dicembre, ore 10,30

ASSEMBLEA
in piazza S. G. Bosco

Interverranno:
- Giovanni Russo Spena (deputato PRC)
- Sandro Medici (Presidente del Municipio Roma X - Cinecittà)
- Marco Carroccia (Comitato Inquilini Cinecittà).

Tutte le associazioni e i comitati del territorio sono invitati a partecipare e ad intervenire.

 

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo L. Longo - X Municipio Cinecittà